World Architecture Festival 2017: premiato il meglio dell’architettura mondiale

20 novembre 2017

Queenstown House by Monk Mackenzie Architects Photo credit: Future Projects House

Accompagnato dalla proclamazione del Manifesto WAFX, una lista che condensa le sfide cui la comunità architettonica internazionale sarà chiamata a offrire risposte efficaci nel prossimo decennio, il World Architecture Festival 2017 ha annunciato i suoi vincitori.
Nei giorni scorsi si è infatti svolto a Berlino il più grande evento internazionale di architettura a livello mondiale, nel corso del quale vengono assegnati riconoscimenti a edifici realizzati, secondo specifiche categorie preventivamente individuate, e a opere di prossima realizzazione. Nel corso dell’appuntamento, anche quest’anno è andato in scena un robusto programma di iniziative live; tra i protagonisti si segnalano gli architetti Francis Kéré, founder di Kéré Architecture e autore del più recente Serpentine Pavilion a Londra, Rafael Viñoly e Pierre de Meuron, partner e cofondatore dello studio Herzog & de Meuron. 

Ad aggiudicarsi il World Building of the Year 2017 è stato un progetto sviluppato dalla Chinese University of Hong Kong, che ha messo a punto un intervento di ricostruzione destinato al Guangming Village di Zhaotong, in Cina, duramente messo alla prova da un evento sismico nel 2014. Questa stessa opera ha anche ottenuto il riconoscimento annuale nella categoria New & Old – Completed Buildings Winner. L’opera si caratterizza per l’aspetto economico e low-tech ed è stata riconosciuta vincitrice per la sua “innovativa strategia di ricostruzione che unisce strategie moderne con materiali da costruzione locali per creare una casa a basso consumo energetico, resistente ai terremoti, che possa essere costruita in modo economico dai residenti locali“.

Tra i premi più ambiti rientrano il Future Project of the Year e Landscape of the Year, rispettivamente assegnati a Allen Jack+Cottier Architects and NH Architecture per il progetto del Sydney Fish Markets, in Australia, e allo studio Turenscape con l’opera dal titolo Peasants and their Land: The Recovered Archaeological Landscape of Chengtoushan, destinata alla contea di Lixian, anche in questo caso in Cina.
Scorrendo la lunga lista dei premi assegnati, non mancano i nomi ricorrenti e le archistar. Continua l’ascesa dello studio vietnamita Vo Trong Nghia Architects, che ha conquistato sia la categoria House – Completed Buildings Winner, grazie alla Binh House, edificata a Ho Chi Minh City, sia l’Office – Future Projects Winner con il Viettel offsite studio, a Hanoi.
Nella categoria Culture – Future Projects anche lo Zeitz MOCAA di Heatherwick Studio, inaugurato solo poche settimane fa a Città del Capo, rientra tra gli edifici “Highly Commended”.

L’Italia è in un certo senso presente grazie alla “menzione” ottenuta nella sezione Transport – Completed Buildings da Zaha Hadid Architects per la stazione marittima di Salerno, prima edificio inaugurato postumo in seguito alla prematura scomparsa della progettista anglo-irachena.

[Immagine in apertura: Monk Mackenzie Architects, Queenstown House. Photo credit: Future Project, World Architecture Festival 2017]