Archeologia: alla “piccola Pompei francese” il premio intitolato a Khaled al-Asaad

13 novembre 2018

Mosaico pavimentazione villa Vienne Pompei francese archeologia antichi romani

Conto alla rovescia per l’avvio dei lavori della 21esima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma a Paestum dal 15 al 18 novembre. Anche quest’anno, in occasione dell’iniziativa, sarà assegnato l’International Archaeological Discovery Award, il riconoscimento intitolato a Khaled al-Asaad, Direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003. Come noto, l’archeologo, scrittore e traduttore siriano perse la vita nel 2015 per mano di un gruppo jihadista, nel tentativo di difendere il sito di Palmira passato sotto il controllo dello Stato Islamico.
Il premio alla sua memoria è l’unico a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e agli specialisti che, con passione, competenza e spirito di sacrificio, si dedicano alla salvaguardia di straordinarie testimonianze della nostra storia comune.

In questa edizione il riconoscimento sarà conferito a Benjamin Clément, il Ricercatore Associato del Laboratorio ArAr Archéologie et Archéométrie dell’Università di Lione che si è occupato di riportare alla luce la cosiddetta “piccola Pompei francese” di Vienne. La scoperta, risalente all’aprile 2017 e avvenuta in seguito all’avvio dei lavori di costruzione per un complesso abitativo, ha permesso di riportare alla luce una città romana di circa 7mila metri quadrati, abitata fin dal I sec. d.C.
Impreziosita da ville di lusso arredate con mosaici, da statue monumentali e da edifici pubblici, Vienne prosperò per tre secoli; la sua fama si deve al teatro romano, al tempio e al fatto di essere stata un importante nodo nella strada che collegava la Gallia settentrionale con la provincia della Gallia Narbonensis, nell’attuale Francia meridionale.

La scoperta, definita dallo stesso Clément il “ritrovamento di un sito romano più importante degli ultimi 40 o 50 anni“, ha permesso di comprendere ancora meglio le ragioni della sua “decadenza”: molti degli oggetti rinvenuti, infatti, conservano un ottimo stato di conservazione e risultati accomunati da una “situazione pietrificata da un istante all’altro“, condizione che indica un repentino abbandono del sito a causa di un evento calamitoso. Nel caso di Vienne si trattò di una serie di incendi improvvisi.

L’International Archaeological Discovery Award è promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e dalla testata Archeo, in collaborazione con altri media internazionali del medesimo settore. Quest’anno nella rosa dei cinque finalisti erano stati inclusi: l’Egitto, con il ginnasio ellenistico ad Al Fayoum; l’Iraq, con il più antico porto di una città sumerica ad Abu Tbeirah; l’Italia, con la Domus del Centurione dagli scavi della metro C a Roma; la Tunisia, con la città romana sommersa nel golfo di Hammamet, e, naturalmente, il sito francese prescelto.


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