Aurelio Amendola, il fotografo degli artisti

12 Febbraio 2021

Antonio Canova, Le tre grazie - 2008 ©Aurelio Amendola

Antico e moderno. Avanguardia e contemporaneo. Osservando gli scatti di Aurelio Amendola presenti all’interno della mostra recentemente inaugurata presso la Fondazione Pistoia Musei, sembra di viaggiare in maniera “fluida” tra le epoche, come se ogni tappa storica si equiparasse in uno strano e affascinante gioco di corrispondenze anacronistiche: non c’è distinzione tra ciò che è stato e ciò che sarà.

Aperta fino al 25 luglio nelle due sedi di Palazzo Buontalenti e dell’Antico Palazzo dei Vescovi della città toscana, luogo di nascita dell’ottantatreenne fotografo, la rassegna è una ricognizione sulla lunga carriera dell’artista. Un’anima riassuntiva, quella del progetto curato da Paola Goretti e Marco Meneguzzo, espressa sin dal titolo: Un’antologia. Michelangelo, Burri, Warhol e gli altri.

AURELIO AMENDOLA, L’ARTE E LA FOTOGRAFIA

Abile sperimentare di accostamenti inediti, noto per le sue eleganti documentazioni di opere d’arte e di artisti del presente e del passato, Amendola è qui raccontato attraverso trecento immagini articolate in due grandi sezioni: Antico e Contemporaneo, legate da continui rimandi e rispettivamente suddivise in “capitoli” minori.

In questo modo i ritratti dei maestri del passato come Alberto Burri, Fontana, Vedova e Jannis Kounellis, si alternano alle vedute e agli sguardi minuziosi sui capolavori di Michelangelo, Bernini e Giovanni Pisano, accompagnando il visitatore in un percorso in cui non solo le epoche si sommano e si confondono, ma altresì le tecniche: la fotografia, da documentazione delle opere e degli artisti, diventa essa stessa pittura e scultura, quasi assumendo per osmosi le specificità tecniche del soggetto ritratto. Nel complesso, un progetto che sottolinea la maestria e l’intensità poetica di uno dei cronisti più eleganti e prolifici del nostro tempo.

[Immagine in apertura: Antonio Canova, Le tre grazie – 2008 © Aurelio Amendola]