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Storia e imprese sul Lago d’Orta

30 maggio 2018

Nuovo appuntamento, su Sky Arte HD, con Italie invisibili, la serie intitolata ai luoghi in cui il tempo e la storia hanno lasciato il segno del proprio passaggio. Durante l’episodio in onda giovedì 31 maggio, intitolato La signoria episcopale della Riviera d’Orta, raggiungeremo il Lago d’Orta, dove, intorno al 350, il sacerdote Giulio e suo fratello Giuliano giunsero dalla Grecia per evangelizzare i popoli rivieraschi e costruire cento chiese. Alla sua morte, i resti di San Giulio furono sepolti nella basilica che è sull’isola, conferendo un’aura di sacralità ai territori circostanti.

Nel Medioevo, nell’area del Cusio, sorsero torri e castelli collegati a quelli esistenti sull’isola di San Giulio, come la Torre di Buccione. La strada che li collega è la via Francisca, usata dai pellegrini d’oltralpe per raggiungere Novara dai passi alpini e poi la Terrasanta. Per presidiare questi territori, Ottone I, nel 962, diede al vescovo di Novara il titolo di Conte della Riviera, istituendo la signoria episcopale; poi assediò il castello sull’isola, dove era asserragliata la regina Willa, moglie di Berengario di Ivrea. Sempre qui nascerà il futuro abate benedettino Guglielmo da Volpiano, promotore dell’architettura religiosa romanica.

Alla fine del Cinquecento l’abate novarese Amico Canobio organizzò una compagnia di artigiani e di emigrati ortesi e fondò sulla collina di fronte all’isola un nuovo Sacro Monte, dedicato a San Francesco, dove artisti e artigiani lombardo-piemontesi, come Cristoforo Prestinari, i fratelli Della Rovere, Pier Francesco Mazzuchelli, Giovanni d’Enrico, Dionigi Bussola, realizzeranno venti cappelle dedicate al santo di Assisi. Dopo la morte di Canobio, fu il vescovo di Novara, Carlo Bascapè, a continuare questa iniziativa.

Nel borgo di Miasino, nel Seicento, la committenza locale volle portare nella Parrocchiale opere e artisti di prestigio quali Pietro Paolini e Antonio Franchi. Nel 1680, l’oste Rocco Bonola di Corconio fondò la cappella di San Luca e l’Accademia, che accolse una leva di giovani maestri delle arti. La concessione del feudo imperiale ai vescovi di Novara durerà fino al 1817, quando il territorio di Orta sarà annesso al Regno di Sardegna.

Silvia Muzzin, Elena De Filippis, Giancarlo Andenna, Marina dell’Omo e Federico Scolari ricostruiranno la storia e le vicende di un luogo eccezionale.

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