Dal contemporaneo al Salvator Mundi di Leonardo: l’Arabia Saudita punta sull’arte

15 giugno 2020

Lita Albuquerque, NAJMA (She Placed One Thousand Suns On The Transparent Overlays Of Space), installation view at Desert X AlUla, photo by Lance Gerber, courtesy the artist, RCU and Desert X

Sono trascorsi solo pochi mesi dalla prima edizione di Desert X AlUla, la mostra “site-sensitive” svoltasi all’inizio del 2020 in Arabia Saudita, che sulla scia dell’omologa rassegna californiana en plein air ha dato vita a una forma di dialogo tra gli artisti della regione arabica nel contesto di interesse storico-paesaggistico di AlUla. L’iniziativa, senza precedenti per il Paese, può essere collocata nell’ambito di un più vasto processo che punta sia alla progressiva apertura dell’Arabia Saudita al turismo internazionale, sia alla valorizzazione dell’eredità antica e delle tradizioni del Regno.

Accanto alla possibilità di visitare i siti archeologici locali, cinque dei quali riconosciuti come Patrimonio Mondiale UNESCO, il percorso include un rinnovato interesse verso l’arte e l’architettura contemporanee, come dimostrano sia la recente esperienza del progetto espositivo nel deserto, sia gli investimenti in corso per nuove infrastrutture ed edifici. Tra gli esempi più noti si segnala il KAPSARC – King Abdullah Petroleum Research and Research Center, il campus progettato a Riyad, la capitale dell’Arabia Saudita, dallo studio Zaha Hadid Architects.

IL SALVATOR MUNDI DI LEONARDO SARÀ ESPOSTO IN ARABIA SAUDITA?

Negli ultimi giorni il futuro dell’Arabia Saudita come nuova meta di interesse artistico e culturale è tornato alla ribalta della scena internazionale dopo la pubblicazione di un articolo del Wall Street Journal. La testata internazionale, previa consultazione di fonti vicine alla famiglia reale saudita, ha infatti fornito prime indiscrezioni in merito a un piano finalizzato alla costruzione di oltre dieci nuovi musei nel Regno. Uno tra questi sarebbe destinato a ospitare nientemeno che il Salvator Mundi, la discussa opera attribuita a Leonardo da Vinci che negli ultimi anni ha tenuto acceso il dibattito tra gli storici dell’arte.

Aggiudicata nel corso di un’asta da Christie’s nel 2017, per oltre 450 milioni di dollari, l’opera sembrava inizialmente destinata ad arricchire la collezione del Louvre di Abu Dhabi, salvo poi “scomparire” e divenire protagonista di una sorta di giallo ancora irrisolto. A quanto si apprende dall’articolo sarebbe conservata in un deposito situato in terra saudita, pronta a fare la propria ricomparsa sulla scena globale prossimamente, insieme ai lavori di altri importanti artisti internazionali di recente acquisizione.

[Immagine in apertura: Lita Albuquerque, NAJMA (She Placed One Thousand Suns On The Transparent Overlays Of Space), installation view at Desert X AlUla, photo by Lance Gerber, courtesy the artist, RCU and Desert X]