Il fumetto che descrive (senza ipocrisie) la sindrome di Asperger

2 Dicembre 2020

TED. Un tipo strano - Émilie Gleason. Canicola, 2020

Che cos’è, innanzitutto, la sindrome di Asperger? Si tratta di un disturbo della personalità “imparentato” con l’autismo. Chi ne soffre – mediamente sei persone su diecimila – presenta sostanzialmente una compromissione delle interazioni sociali: difficoltà a interpretare le emozioni degli altri, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi ristretti eppure approfonditi ai limiti dell’ossessivo. Tuttavia, il disturbo non tocca in nessun modo l’intelligenza – e dunque le abilità conoscitive – né l’autonomia della persona: i portatori di questa sindrome (la cui causa è ancora ignota) non verificano ritardi nello sviluppo del linguaggio e del sistema cognitivo, ponendo insomma l’individuo in una sorta di limbo: una condizione comune e speciale allo stesso tempo.

Sempre più diffusa – o per lo meno riconosciuta grazie agli studi crescenti sul tema –, la sindrome di Asperger viene oggi raccontata in un nuovo fumetto. Il primo, in verità, che decide di puntare i riflettori sul tema, offrendo ai lettori una straordinaria occasione di apprendimento rispetto a un universo complesso e in gran parte ancora sconosciuto.

IL NUOVO FUMETTO DI ÉMILIE GLEASON

Si tratta di TED. Un tipo strano, ultima fatica della fumettista belga-messicana Émilie Gleason. Già vincitrice del Prix Révélation al Festival di Angoulême 2019, e autrice del manifesto della nuova edizione del BilBOlbul di Bologna, Gleason si sofferma nel volume sulle (dis)avventure quotidiane di un ragazzo di ventisei anni.

Spiato nei momenti di solitudine, seguito nelle azioni che scandiscono la sua frenetica routine, Ted “accoglie” il lettore tra i suoi piccoli rituali quotidiani. Qualche esempio? Tutte le mattine deve sedersi allo stesso posto in metropolitana, indossa una camicia specifica per ogni giorno della settimana e per pranzo mangia lo stesso triplo cheeseburger da due anni. Un programma perfettamente schedulato, insomma, che degenera tuttavia a causa di una banale fatalità.

Da quel momento tutto cambia: incontri casuali, innamoramenti lampo e prime esperienze sessuali si susseguono vorticosamente, conducendo il ragazzo in una “giostra” di eventi bizzarri, dolcissimi e infine tristi, quando tutto precipita nel caos. Un libro di grande umanità, che viaggia rapidissimo (grazie ai disegni colorati e ritmati dell’autrice) e condensa con sincerità, umorismo e poesia la vita di un ragazzo che vive le cose in modo tutto suo.

LE PAROLE DELL’AUTRICE

Ted Gugus è un personaggio liberamente ispirato a mio fratello minore, vivo e vegeto, con un disturbo diagnosticato in ritardo. Da sempre silenzioso, una specie di strambo ufo con le gambe lunghe che va pazzo per l’anatra all’arancia e i trampolini, ovunque essi siano”, dice l’autrice nella postfazione al volume, pubblicato da Canicola Edizioni (traduzione Valerio Camilli). “Non possiedo nozioni di neuropsicologia o di genetica, non mi esprimo sullo stato della ricerca sui disturbi dello spettro autistico né oso pretendere di conoscere l’argomento, che si ramifica e evolve ogni giorno. Mi sono semplicemente stancata di guardare a mio fratello come al Grinch, di sentir piangere i miei genitori ogni sera, e di innervosirmi di fronte a una situazione che non cercavo di comprendere né di sopportare“.

Per essere chiari, però, non è la sua vita che è descritta nel libro ma quella di migliaia di ragazzi, le difficoltà che hanno a integrarsi con chi si definisce ‘normale’ e il loro particolare punto di vista sul mondo. Capirli in profondità non è facile. L’umorismo può essere complesso e nella vita gli imprevisti capitano come lische di pesce in gola, arrivano all’improvviso e fanno un male cane”.

[Immagine in apertura: una tavola tratta dal libro. Courtesy l’editore]


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