Il nuovo volume pubblicato da Contrasto riunisce gli scatti che Gabriele Basilico dedicò alla città libanese: un itinerario per immagini ritmato dalle parole di chi accompagnò il fotografo nei suoi viaggi.

Dieci anni fa moriva Gabriele Basilico, uno dei più grandi fotografi di paesaggi urbani di tutti i tempi. A rendere omaggio al suo talento è la galleria Chateau d'Eau di Tolosa con la mostra Retours à Beyrouth, visitabile fino al 14 maggio prossimo, in cui spiccano le fotografie realizzate a più riprese da Basilico a Beirut. Il tema è quello della complessa e sfaccettata realtà libanese, più volte sull'orlo del baratro nel corso degli ultimi decenni. In occasione della mostra francese, la casa editrice Contrasto ha pubblicato un volume dedicato agli scatti di Basilico dal titolo Ritorni a Beirut ‒ Back to Beirut, curato da Giovanna Calvenzi. GABRIELE BASILICO E BEIRUT Gabriele Basilico era affascinato da Beirut. Ebbe modo di visitare e fotografare la città in ben quattro occasioni nell'arco di vent'anni. La prima risale al 1991, quando ottiene la consacrazione definitiva a livello internazionale grazie al reportage sulla zona centrale della città, devastata da una guerra civile protrattasi per quindici interminabili anni. Basilico fu allora invitato insieme ad altri fotografi dalla Hariri Foundation. L'artista, da sempre sensibile al mutamento urbanistico e ai fermenti urbani in atto, si soffermò in quella prima visita sulla dimensione sociale di una città che lo colpì per la sua resilienza. Il reportage su Beirut fu così apprezzato che Basilico fu proiettato nell'olimpo dei più grandi fotografi del mondo. Nel 2003 il fotografo torna a Beirut per un reportage destinato alla rivista Domus, mentre nel 2008 presenzia all'inaugurazione di una sua mostra al Planet Discovery Center e continua a documentare la ricostruzione della città. L'ultima visita di Basilico a Beirut risale al 2011, quando fu invitato ancora una volta dalla Hariri Foundation per dare testimonianza di una Beirut finalmente rinata. O così pareva allora. IL LIBRO SULLE FOTOGRAFIE DI BASILICO A BEIRUT Il 4 agosto 2020 la capitale libanese è stata dilaniata da una immane esplosione avvenuta nell'area del porto: molti tornarono indietro con la memoria agli immortali scatti che Gabriele Basilico dedicò alla città una trentina d'anni prima. Il volume Ritorni a Beirut è la sintesi del rapporto profondo che legò il fotografo italiano alla capitale libanese. Le immagini a colori e in bianco e nero sono introdotte nel volume da testi scritti dallo stesso Gabriele Basilico, ma anche da Giovanna Calvenzi, da Tanino Musso, da Fouad Elkoury, da Gabriel Bauret, da Christian Caujolle, da Alessandro Ferrario, da Rita Capezzuto e da Farian Sabahi. Come evidenziava Basilico: “La pratica del ritornare crea una singolare disposizione sentimentale: come l’attesa per un appuntamento desiderato, un risvegliarsi della memoria per luoghi, oggetti, persone, come se si riaccendesse il motore di una macchina ferma da tempo. Per Beirut è stato anche di più”.[Immagine in apertura: Gabriele Basilico, 2011 © Archivio Gabriele Basilico, Milano]
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