Un nuovo catalogo sonda la produzione scultorea di Lucio Fontana, concentrandosi in particolare sulle ceramiche realizzate dal maestro fra gli anni Trenta e Sessanta del secolo scorso. Un volume imponente, che segna nuovi traguardi per quanto concerne lo studio di questo aspetto della carriera dell'artista.

“'Colore e forma indissolubili, nati da una identica necessità': questo è l’assunto cui Fontana fa riferimento durante tutta la sua vitalissima ed estesa avventura di scultore. Ed è nel concepire uno sguardo totale sulla scultura fontaniana, come germinale e centrale, a ogni suo risultato di ricerca, che già nel 1959 Enrico Crispolti scrive di un 'Caso Fontana'. Un caso che oggi, alla luce di nuovi studi, appare sempre più necessario rileggere puntualmente nelle sue radici e origini puntando con attenzione lo sguardo sulle cronologie delle 'invenzioni' fontaniane, in una prospettiva da considerarsi matura e sorprendente già dal 1930”.  Prende il via da queste parole il lungo e completo saggio di Luca Massimo Barbero in apertura al volume Lucio Fontana. Catalogo ragionato delle sculture ceramiche. Un compendio importante tanto nella forma quanto nella sostanza, perché mette a segno – in oltre ottocento pagine – la più ampia e analitica ricognizione relativa a questo fondamentale ambito di ricerca dell'artista italo-argentino. LUCIO FONTANA E LA SCULTURA Noto per i suoi “concetti spaziali”, e ancora di più per i suoi “squarci” su tele monocrome, Fontana trovò nella scultura – e in particolar modo nella modellatura della ceramica – un mezzo ideale per sperimentare e mettere in pratica le sue relazioni con la forma, la materia, il colore, il vuoto. L'arte plastica non fu, dunque, un diversivo rispetto alla sua produzione più nota, ma una scelta ragionata e voluta, necessaria, al punto da accompagnare l'artista dagli inizi della sua parabola creativa agli sviluppi più maturi. IL NUOVO CATALOGO SU LUCIO FONTANA Frutto di un progetto condiviso con Enrico Crispolti, il volume in questione (edito da Skira) è curato da Luca Massimo Barbero in collaborazione con Silvia Ardemagni e Maria Villa della Fondazione Lucio Fontana. Scandite in maniera cronologica, le circa duecento opere ceramiche presenti nel libro risalgono all'arco di tempo tra il 1929 e il 1966. Un ampio periodo nel quale il pittore e scultore si muove liberamente tra figurativo e astratto, riversando anche nella sua pratica tridimensionale questa oscillazione tra spazio e figura. Redatto grazie al lavoro di archiviazione e documentazione svolto falla Fondazione Fontana in mezzo secolo di attività, il catalogo comprende schede dettagliate per ognuno dei lavori approfonditi, dando forma a un progetto editoriale mai prima d'ora così completo e avanzato su questo grande protagonista dell'arte del Novecento. [Immagine in apertura: Lucio Fontana con Ritratto di Teresita, anni Cinquanta © Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022]
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