La fotografia e la musica sono le due grandi passioni della vita di Guido Harari. Appena inaugurata ad Ancona, e allestita fino al 9 ottobre prossimo, la mostra ripercorre la densa produzione del fotografo classe 1952.

Si rinnova nel segno di Guido Harari il "percorso culturale" fra l'universo fotografico e la Mole Vanvitelliana di Ancona, sede che negli ultimi anni ha ospitato importanti rassegne focalizzate sull'arte dello scatto. Dopo le mostre dedicate alla compianta Letizia Battaglia, nel 2020, a Sebastião Salgado, nel 2018, e la recente rassegna Frida Kahlo. Una vita per immagini, è ora la volta di Guido Harari. Remain in Light. Visitabile fino al 9 ottobre prossimo e curata da Denis Curti, l'antologica ripercorre mezzo secolo di attività di uno dei massimi interpreti della fotografia italiana contemporanea.LA MOSTRA DI GUIDO HARARI AD ANCONANon a caso sottotitolato 50 anni di fotografie e incontri, il progetto espositivo introduce i visitatori nell'universo professionale e personale di un autore unico nel suo genere, ricostruendo le sue relazioni con musicisti, artisti e influenti figure della nostra epoca. Organizzata in sezioni, la mostra riunisce nel complesso oltre 300 opere, tra fotografie, installazioni, filmati originali e proiezioni, e analizza tutte le fasi creative dell'eclettica carriera di Harari. Il suo esordio risale agli anni Settanta, quando iniziò a operare come fotografo e giornalista in ambito musicale; a poco a poco iniziò a entrare in contatto, fra gli altri, con Fabrizio De André, Bob Dylan, Vasco Rossi, Lou Reed, Kate Bush, Paolo Conte, Ennio Morricone. Nel corso degli anni, Harari ha poi lavorato nell'editoria, nella pubblicità, nella moda e è firmato alcuni reportage. Proprio la sua voce, presente nell'audioguida, accompagna passo passo lungo il percorso espositivo, che include la proiezione del documentario di Sky Arte a lui dedicato e uno speciale ambiente. Denominato "Caverna Magica", è un vero set fotografico, nel quale (previa prenotazione) sarà possibile essere ritratti dallo stesso Harari. LA FOTOGRAFIA SECONDO GUIDO HARARIAlla rassegna marchigiana, infine, è associato un volume edito da Rizzoli Lizard di oltre 400 pagine, comprensivo di 500 illustrazioni, molte delle quali inedite. A unificare il libro e la mostra è il medesimo titolo, dichiaramente "preso in prestito" da un disco dei Talking Heads: "Remain in Light", appunto, frase che può essere interpretata come un'esortazione che l'artista indirizza a chiunque scelga di misurarsi con la macchina fotografica. [Immagine in apertura: Guido Harari, Patti Smith © Guido Harari]
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