Il compositore e direttore d'orchestra Carlo Boccadoro accende i riflettori sul periodo più sperimentale e “controcorrente” di Franco Battiato. Un libro necessario per chi vuole indagare la carriera del grande musicista, facendo luce sugli aspetti meno noti.

Sono moltissimi i libri che, a partire dalla scomparsa di Franco Battiato (avvenuta il 18 maggio dello scorso anno), sono stati dati alle stampe con un intento ben chiaro: rispolverare la profonda e raffinata ricerca musicale dell'artista, mettendo possibilmente in luce aspetti fino a oggi poco conosciuti del maestro siciliano. Si inserisce su questa scia, e anzi eccelle ponendosi su un livello superiore rispetto alla media, il nuovo volume Battiato. Cafè Table Musik: un compendio solido e dettagliato che accende i riflettori su uno dei periodo più oscuri del compositore.ALLA SCOPERTA DI FRANCO BATTIATOAl centro della pubblicazione vi è infatti l'arco di tempo che va dal 1974 al 1978; un periodo di assoluta vivacità creativa, frutto delle esperienze che in quegli anni occupavano le scene internazionali. Lasciandosi ispirare da figure quali Brian Eno, Tangerine Dream, John Cale e Nico, e seguendo i preziosi consigli dell'amico Karlheinz Stockhausen, Battiato si “converte” negli anni Settanta a una forma d'avanguardia più intellettuale e intimista rispetto alla precedente produzione. Ne risulta una serie di album profondi, sperimentali, non di facile ascolto e per questo poco conosciuti dal grande pubblico. Si intitolano Franco Battiato (1977), Juke Box (1978) e L'Egitto Prima Delle Sabbie (1978). Tre dischi ostici a partire dalle copertine, bianche e con le litografie realizzate dal pianista Antonio Ballista.LE SPERIMENTAZIONI DI FRANCO BATTIATOCon l'obiettivo di fare luce su questi tre lavori, e più in generale su quello che con il senno di poi è considerabile uno dei periodi più intensi e innovativi della carriera di Battiato, il libro di Carlo Boccadoro – edito da La Nave di Teseo (nell'immagine in apertura un dettaglio della copertina) – si focalizza sulle intenzioni dell'artista nel corso di questo frangente della sua produzione, analizzando nel dettaglio i risultati di questa fase così peculiare – riassunta al meglio da composizioni di grande purezza come Zâ, Sud Afternoon e L'Egitto Prima delle Sabbie. Un saggio di grande interesse che ci accompagna, con competenza e acume, alla scoperta di un Battiato inedito e ancora poco conosciuto.LE PAROLE DELL'AUTORE“Franco Battiato ha attraversato molti luoghi differenti lungo l’arco del suo percorso musicale, durato oltre quarant’anni. Tuttavia, all’interno di questo ampio cammino, la produzione che va dalla fine del 1974 a tutto il 1978 rimane ancora oggi troppo poco conosciuta”, si legge nell'introduzione al libro, scritta dallo stesso Boccadoro. “Durante gli ultimi venti anni ho sollecitato più volte lo stesso Battiato e alcuni dei musicisti che avevano partecipato alla realizzazione di questi album in modo da poter ritrovare qualcosa di scritto, ma senza risultati: nessuno ricordava che fine avessero fatto i materiali originali. Nel 2021, il ritrovamento di alcune partiture ha gettato una luce diversa sullo sviluppo autorale di Battiato, che abbandona il suo amato sintetizzatore con cui ha realizzato i primi dischi da solista per esplorare a fondo l’universo sonoro degli strumenti acustici: il pianoforte, la voce e il violino. Questo libro vuole gettare uno sguardo dettagliato sulla produzione sperimentale di un compositore che si è sempre rifiutato di utilizzare il proprio talento in maniera prevedibile, evitando di dare importanza alle aspettative sia dei critici che del pubblico. Anche quando il successo lo aveva raggiunto, egli ha sempre proposto a chi lo seguiva delle scelte controcorrente”.
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