A cento anni dalla nascita di Joseph Beuys lo Spazio Contemporanea di Brescia ne celebra l’importanza attraverso una mostra fotografica focalizzata sul confronto tra il celebre artista tedesco e il critico francese Pierre Restany. L’esposizione è visitabile fino al 31 luglio.

Il 12 maggio 1921 nasceva Joseph Beuys, uno degli artisti più autorevoli della seconda metà del Novecento che, con il suo approccio estremamente politico e performativo, ha rivoluzionato radicalmente il modo di concepire l’arte contemporanea. Con l’intento di celebrare questa ricorrenza, lo Spazio Contemporanea di Brescia apre le porte della sua sede espositiva per testimoniare un incontro decisivo avvenuto il 6 giugno del 1980 nella casa-studio di Beuys a Düsseldorf. JOSEPH BEUYS E PIERRE RESTANY Fino al 31 luglio sarà possibile assistere alla mostra 1921/2021. Omaggio a Joseph Beuys, un progetto che, attraverso oltre duecento immagini scattate dal fotografo Renato Corsini, documenta la lunga conversazione avvenuta tra il critico e filosofo Pierre Restany e l’emblematico artista tedesco.  Il materiale fotografico, risultato dai numerosi scatti di Corsini, fu poi propedeutico alla pubblicazione di un’importante intervista di Restany atta a divulgare il pensiero e la pratica avanguardistica di Joseph Beuys. A conclusione del percorso espositivo, la mostra presenta anche una sezione dedicata ad alcune opere di Albano Morandi, artista eclettico di Salò molto vicino agli insegnamenti di Beuys – così tanto da aver preso parte, nel 2007, alla 52. Biennale di Venezia in occasione della rassegna Joseph Beuys. Difesa della Natura. IL BRESCIA PHOTO FESTIVAL L’evento espositivo è stato pensato come parte integrante della quarta edizione del Brescia Photo Festival, a cura dello stesso Renato Corsini e patrocinata dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Ma.Co.F – Centro della fotografia italiana. Tema centrale della manifestazione è Patrimoni: un titolo concepito per festeggiare il rientro nella località lombarda (dopo due anni di restauro da parte dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze) dell’imponente statua in bronzo – di epoca romana – conosciuta come Vittoria Alata, simbolo di grande valore identitario e culturale del luogo.[Immagine in apertura: © Renato Corsini, 1980]
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