Al Museo Marino Marini di Firenze vanno in scena gli anni Ottanta, con la mostra di Dino Ignani “Dark Portraits”: il progetto fotografico dedicato all'estetica e alla cultura dark.

È il 1977 quando anche in Italia la musica punk comincia a diffondersi, spinta dal fenomeno mediatico generato dai Sex Pistols. Con l'uscita dell'album Never Mind the Bollocks iniziano a comparire i primi gruppi di appassionati e le prime fanzine, dando vita a un fermento mai prima sperimentato dalla scena nazionale. La musica dark sorge seguendo la scia di questa rivoluzione culturale. Cocteau Twins, Soft Cell, Anne Clark e Depeche Mode sono alcuni dei gruppi più amati da questa onda di giovani, che agli anfibi chiodati e alle creste dei “cugini” punk preferisce vestiti neri e capelli che coprono il viso. L'AVVENTO DELLA DARK WAVE Mentre in Italia diventano sempre più popolari band come Litfiba, Diaframma e Gaz Nevada (gruppi che trovano in Bologna e Firenze i due epicentri culturali più reattivi), moltissimi ragazzi e ragazze prendono parte alla nuova corrente estetica. Emulano le acconciature e le mode dei loro beniamini, si truccano con colori scuri ed esprimono nell'abbigliamento e negli atteggiamenti un'urgenza comunicativa dandy, decadente, malinconica. Sono i primi anni Ottanta, e la dark wave “contagia” ufficialmente il Belpaese. LA MOSTRA DI DINO IGNANI A FIRENZE La mostra in arrivo al Museo Marino Marini di Firenze alza il sipario su questo periodo di grande fermento, chiamando come testimone uno degli artisti che maggiormente hanno documentato attraverso le immagini i protagonisti di quegli anni. Stiamo parlando di Dino Ignani, il fotografo dei poeti e degli scrittori italiani. Noto per i suoi ritratti agli intellettuali della nostra cultura, l'artista intraprende nella prima metà degli anni Ottanta un ciclo dedicato proprio ai ragazzi che frequentano la notte della Capitale. Li ferma per strada, chiede loro di lasciarsi fotografare in pose neutre e disinvolte. Ne deriva una ricchissima raccolta di scatti che molto testimoniano di quel periodo e delle esigenze comunicative dei giovani di allora. LA CULTURA DARK AL MUSEO MARINO MARINI Curata da Matteo Di Castro e Bruno Casini, Dino Ignani. Dark Portraits – Florence/Rome 1982-1985 è un omaggio a quegli anni di confusione, tensione sociale e vitalità. Inclusa nell'ambito della rassegna Anni Hottanta Remix, e all’interno della programmazione dell’Estate Fiorentina, la mostra (aperta al pubblico dal 23 luglio al 19 settembre) presenta più di quattrocento scatti realizzati in discoteche, feste private, bar e concerti. Esposte per la prima volta all'interno di un progetto così strutturato e corposo, le foto provengono da due serie di lavori differenti: quelle in bianco e nero, realizzate a Roma a partire dal 1982, e quelle a colori scattate a Firenze tre anni più tardi e mai esposte in precedenza. Il risultato è un accattivante mosaico di volti e corpi provenienti da un mondo che a noi oggi sembra lontano.GLI ANNI OTTANTA DI DINO IGNANI “'Dark Portraits' mette a fuoco le atmosfere elettriche che viaggiavano nel clubbing di Roma e Firenze nei primi anni Ottanta. Questi meravigliosi ed esplosivi ritratti raccontano le avventure culturali che affollavano le notti di quel decennio”, afferma Bruno Casini, esperto di comunicazione e culture giovanili. “Erano notti carnivore, notti poetiche, notti ammalianti, esplosive, erotiche; notti sudate, notti vissute, notti formative. Dino Ignani ci prende per mano e ci conduce in quel mondo, che ancora non è finito”. [Immagine in apertura: Dark Portraits, Rome 1982-85. Photo Dino Ignani]
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