Le recenti scoperte archeologiche avvenute nell'Acropoli di Velia, in Campania, hanno confermato la presenza di un edificio sacro dedicato ad Atena, offrendo nuovi dettagli sulla storia della colonia greca.

Fin dagli anni Venti del secolo scorso, l'Acropoli di Velia, in Campania, è stata oggetto di indagini archeologiche, proseguite in maniera discontinua fino agli anni Novanta, inducendo gli studiosi a ipotizzare la presenza di un'antica struttura sacra antecedente al tempio maggiore. La recente conclusione degli scavi, guidati da Gabriel Zuchtriegel, ha confermato l'ipotesi dell'esistenza di questa struttura, chiarendone anche la collocazione, la planimetria, la cronologia e il rapporto con le strutture più recenti. I RISULTATI DELLE RICERCHE ARCHEOLOGICHE NELL’ACROPOLI DI VELIA I resti di muri rinvenuti durante gli scavi – e realizzati con tecniche costruttive simili a quelle che caratterizzano le abitazioni di età arcaica ritrovate lungo le pendici dell'Acropoli – rimandano a un edificio rettangolare di una lunghezza pari almeno a 18 metri e ampio 7.  Ma la vera sorpresa è stata il ritrovamento di ceramiche dipinte, vasi che riportano la scritta “IRE”, ovvero “sacro”, e una serie di frammenti metallici riconducibili ad armi e armature, fra cui due elmi in ottimo stato di conservazione. “Con tutta probabilità in questo ambiente vennero conservate le reliquie offerte alla dea Athena dopo la battaglia di Alalia, lo scontro navale che vide affrontarsi i profughi greci di Focea e una coalizione di Cartaginesi ed Etruschi, tra il 541 e il 535 a.C. circa, al largo del mar Tirreno, tra la Corsica e la Sardegna”, ha spiegato Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei e Direttore Avocante del Parco Archeologico di Paestum e Velia. LA STORIA DELLA COLONIA GRECA DI VELIA Grazie alla scoperta di questi oggetti sarà possibile avviare ulteriori indagini rispetto all’identità dei guerrieri che li indossarono in battaglia, ma i ritrovamenti murari aggiungono già preziosi tasselli alla storia della colonia greca. Come chiarisce ancora Osanna, infatti: "La struttura del tempio più antico risale al 540-530 a.C., ovvero proprio gli anni subito successivi alla battaglia di Alalia, mentre il tempio più recente, che si credeva di età ellenistica, risale in prima battuta al 480-450 a. C., per poi subire una ristrutturazione nel IV sec. a C. È possibile quindi che i Focei in fuga da Alalia l'abbiano innalzato subito dopo il loro arrivo, com'era loro abitudine, dopo aver acquistato dagli abitanti del posto la terra necessaria per stabilirsi e riprendere i floridi commerci per i quali erano famosi. E alle reliquie da offrire alla loro dea per propiziarne la benevolenza aggiunsero le armi strappate ai nemici in quell'epico scontro in mare che di fatto aveva cambiato gli equilibri di forza nel Mediterraneo". [Immagine in apertura: Courtesy Parco Archeologico di Paestum e Velia]
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