C'è una new entry nella preziosa raccolta delle Gallerie degli Uffizi: dal 1° gennaio scorso la sede fiorentina si è arricchita del dipinto di Francesco Hayez che ritrae il conte Francesco Teodoro Arese Lucini, protagonista della stagione risorgimentale italiana.

Caposaldo del Romanticismo italiano, Francesco Hayez seppe tradurre in pittura le molteplici sfumature della concitata epoca risorgimentale. Ne è prova il Ritratto del conte colonnello Francesco Teodoro Arese Lucini in carcere, recentemente acquisito dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, dove è ora visibile, in maniera permanente, all'inizio del percorso espositivo, in cima allo scalone lorenese. L'opera è incentrata su Arese Lucini, "nobile gentiluomo", come definito dallo stesso Hayez, raffigurato nella lugubre cornice del carcere dello Spielberg, dove fu rinchiuso in seguito al processo per la partecipazione ai moti risorgimentali del 1820-21.IL DIPINTO DI HAYEZ A FIRENZE Ex colonnello napoleonico, il conte Arese scelse la prigione come sfondo del proprio ritratto probabilmente per ottenere una sorta di riscatto sociale. Nel corso del processo, infatti, riferì alla corte tutte le informazioni in suo possesso relative agli altri accusati, attribuendo questa scelta alla presunta incapacità di mentire. Dapprima condannato a morte, in un secondo momento la pena capitale fu convertita in tre anni di detenzione nel penitenziario austriaco, evocato con grande efficacia da Hayez nel dipinto, spostando così l'attenzione dal comportamento di Arese Lucini durante il processo alla difficile esperienza di reclusione. A emergere dalla composizione pittorica è infatti l'ambiente spoglio e tetro che incornicia la figura del conte - il giaciglio sfatto alla sua sinistra, il muro lugubre alle spalle, la cassa su cui è seduto. Aspetti ai quali si oppongono lo sguardo attento del protagonista e la sua compostezza, nonostante i ceppi alle caviglie. Dettagli che sottolineano la maestria di Hayez nella resa psicologica dei soggetti e, in questo caso, il legame che lo univa al conte, mecenate e collezionista, il quale acquistò altre opere del pittore, come ad esempio il Ritratto di Carlo Prayer nel personaggio di Alp (Il rinnegato veneto).LA MAESTRIA DI FRANCESCO HAYEZ A sottolineare queste peculiarità è anche il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt: "Arese, condannato per aver partecipato ai falliti moti anti-austriaci del 1820-21, rivelò i nomi dei cospiratori e di Federico Confalonieri, professando un’impossibilità di mentire che certo lo salvò dalla condanna a morte, ma non da anni di carcere durissimo che minarono gravemente la sua salute. Il dipinto riassume mirabilmente la vicenda e le ragioni del conte, ma soprattutto offre a Francesco Hayez, il più grande pittore del Romanticismo italiano, la possibilità di misurarsi con la psicologia del personaggio e di offrire una delle prove più alte della sua produzione pittorica. Le Gallerie degli Uffizi si arricchiscono così di un capolavoro riprodotto nei più importanti testi sull’Ottocento”. [Immagine in apertura: Francesco Hayez, Ritratto del conte colonnello Francesco Teodoro Arese Lucini in carcere, 1828, olio su tela, 151x116 cm. Courtesy Gallerie degli Uffizi, dettaglio]
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