Al Museo Bagatti Valsecchi di Milano, oltre settanta scatti del fotografo italiano Vasco Ascolini instaurano un dialogo "metafisico" con Antonio Canova, Bertel Thorvaldsen e Giorgio de Chirico.

Le opere di uno dei più importanti fotografi della seconda metà del Novecento approdano per la prima volta a Milano: fino al 3 dicembre prossimo, il Museo Bagatti Valsecchi celebra Vasco Ascolini con la retrospettiva Visioni Metafisiche. Vasco Ascolini incontra Canova, Thorvaldsen e De Chirico. Gli oltre settanta scatti in mostra, dedicati alla statuaria antica, vengono messi in relazione con l’arte del passato, instaurando un interessante dialogo tra l’identità storico-artistica della casa-museo e la preziosa collezione fotografica della Fondazione Pasquale Battista.LA MOSTRA DI VASCO ASCOLINI A MILANO “Un lavoro, quello di Ascolini, che grazie al sapiente uso di luci e ombre, arricchisce i soggetti da lui ritratti di nuovi significati, in un’atmosfera senza tempo”, spiega Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia. Non a caso, le sue fotografie sono esposte al fianco dei gessi e dei marmi dei maestri indiscussi del neoclassicismo Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen, oltre che ai dipinti metafisici del grande Giorgio de Chirico, in cui l’elemento neoclassico svolge spesso un ruolo protagonista nel creare le atmosfere immobili e sospese che caratterizzano la sua produzione. Così, tra i quattro artisti, seppur lontani nel tempo, si instaura un fitto rimando di riferimenti e suggerimenti metafisici e atemporali, spesso inseguiti da Ascolini. UN DIALOGO SENZA TEMPO A cura di Antonio D’Amico e Luca Carnicelli, il percorso espositivo si articola tra gli scatti del fotografo e gli elementi scultorei, proposti in una modalità frammentaria proprio per alimentare l’atmosfera metafisica, che ricorre negli ambienti desolati protagonisti tanto nella poetica di Giorgio de Chirico che di Ascolini. Le opere del fotografo reggiano dialogano armoniosamente con dipinti come l’Autoritratto e Piazza d’Italia del pittore metafisico, dove l’architettura immobile diventa protagonista, ma anche con l’Autoritratto in gesso di Canova proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Carrara. [Immagine in apertura: Vasco Ascolini, Ivry sur Seine, Grand Depot, 1997, Stampa analogica ai sali d'argento ad opera dell'autore, cm 37 x 24,8, Milano, Fondazione Pasquale Battista]
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