Le donne dell’animazione italiana

26 Gennaio 2015

Ursula Ferrara

Continua il viaggio intrapreso da Animania nel mondo dell’animazione italiana d’autore, attraverso il quale gli spettatori di Sky Arte HD vengono accolti di volta in volta negli studi dei più premiati creativi contemporanei. Questa sera, alle 20:40, è la volta di due animatrici accomunate dallo stesso percorso artistico – dalla pittura al cinema – e da un tema che entrambe prediligono: l’universo femminile, di cui sono loro stesse magnifiche esponenti. Siamo quindi pronti a conoscere la fiorentina Ursula Ferrara e la romana Paola Gandolfi.

A partire dal 1984, Ursula ha realizzato una manciata di cortometraggi, il cui numero si conta su due mani e la durata complessiva non supera i quindici minuti. Eppure, le sono bastati pochi titoli per testimoniare un’evoluzione creativa originale, capace di approdare subito a risultati di grande spessore e maturità.

Già Lucidi Folli, del 1986, è un video dalla forte caratterizzazione, grazie al tratto nero molto evidente e a una continua metamorfosi dei disegni animati. In quelli che lei stessa definisce “esercizi”, ovvero Congiuntivo Futuro (1988) e Amore Asimmetrico (1990), l’artista indaga e assimila le influenze dell’arte contemporanea, in particolare il cubismo di Picasso e compagni.
Ursula Ferrara giunge nel 1995 a creare un vero e proprio capolavoro: Come Persone, cortometraggio che non arriva ai due minuti di durata… eppure è capace di condensare tantissime – quarantasei! – micro-situazioni che hanno al centro l’essere umano.

Anche Paola Gandolfi si concentra sull’indagine dell’individuo, prediligendo raccontare la donna attraverso la ricchezza del mito. Non a caso, nel 2003 partecipa alla 60º Mostra del Cinema di Venezia con un video animato intitolato La recherche de ma mère, ovvero “la ricerca di mia madre”: figura archetipica, forse più del “tempo perduto” a cui Proust ha invece dedicato la propria Recherche. Aproposito dei quadri – statici – di Paola, la storica dell’arte contemporanea Miriam Mirolla parla giustamente di un interesse genuino per le teorie freudiane e post-freudiane. Indagine che l’artista prosegue attraverso il mezzo della videoanimazione, dal momento che i personaggi de La recherche provengonoda 19 quadri dipinti da Paola tra il 1995 e il 2000.

La curiosità – Galeotta fu la mostra. Almeno, nel caso di Ursula Ferrari. Infatti, è stata la visita a un’esposizione a Parigi, Portrait d’un studio d’animation del 1984, a scatenare nell’artista il suo interesse per la videoanimazione.