Arte al sangue. Tra filetti, costine e tagliate!

12 agosto 2014


Si tratta di uno dei banchi di prova più impegnativi per gli artisti, mattone fondamentale che permette di modellare fin dagli anni dell’Accademia la loro tecnica. La resa del dettaglio anatomico, la precisione quasi fotografica cui si mira nel delineare il corpo umano e quello animale, pongono sfide decisive; sottendono una ricerca della perfezione pressoché assoluta. Che si veste di un alto significato simbolico e concettuale.

Lasciamo da parte l’uomo – non siamo cannibali! – e concentriamoci allora su come i grandi maestri di ieri e di oggi hanno affrontato la fisicità e il dinamismo del corpo animale: così come lo vediamo da secoli nelle macellerie. I vegani perdoneranno il taglio (sic!) di questa puntata di Eating Art – L’arte in cucina, la serie che ci porta a indagare l’antico rapporto tra il cibo e le arti figurative, seguendo l’evoluzione di un’urgenza di natura quasi magica e rituale, che risponde all’atavica necessità di rappresentare ciò che mangiamo.

Eccoci allora allo Smithfield Market di Londra, alle prese con i manzi disossati dal macellaio Jack O’Shea; e poi a Parigi, cercando nelle sale del Louvre le spettacolari nature morte di Rembrandt, capaci di trattare le carcasse dei bovini con pietosa delicatezza e, al tempo stesso, con autoptico rigore scientifico. Una puntata dai sapori forti, dunque: che cede presto il passo alla celebrazione di uno tra i più grandi artisti – e ghiottoni – del Novecento.

Arriva a ruota l’episodio monografico dedicato a Picasso, costruito attraverso la visita dei suoi luoghi del cuore. Musei, gallerie, atelier? Niente affatto! Porte aperte a taverne e ristoranti, locande e café: partendo dalla Catalogna, alla ricerca dei sapori che hanno segnato l’infanzia dell’artista; e arrivando naturalmente in Costa Azzurra. Scoprendo come il buon vecchio Pablo fosse solito pagare il conto a Le Colombe d’Or  … con quadri e disegni!

La curiosità
“A sei anni volevo fare il cuoco”  così Salvador Dalì nel pubblicare, quando di anni ne aveva sessanta, un suo eccentrico libro di ricette. Si legge tra le pagine de Le Diners de Gala  dell’avversione dell’artista per gli spinaci, ma anche la ricetta del suo potentissimo Casanova cocktail . Ottimo rimedio, assicura Dalì, per combattere la sobrietà!