Baccio Bandinelli. L’altro Michelangelo

4 Giugno 2014


Ci vuole una discreta personalità per vivere nella Firenze a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento. Nell’essere artista. Nello scegliere come linguaggio di riferimento quello della scultura. Già: ci vuole una fede incrollabile nei propri mezzi per imbracciare scalpello e martello negli stessi anni in cui lo fa un certo Michelangelo Buonarroti, mentre non si è ancora spenta l’eco dei successi di un tale Donatello. In pochi possono permettersi tanto. Solo uno può competere in maestria con i grandi del suo tempo.

A lungo schiacciato dal peso dei suoi colleghi più noti, Baccio Bandinelli ottiene a cinque secoli di distanza dal periodo che lo vide in attività il giusto riconoscimento. Con una imponente retrospettiva ospitata, era inevitabile, dal Museo del Bargello: scrigno prezioso che in quel di Firenze conserva alcune tra le opere plastiche più importanti del Rinascimento, affiancate a saggi di arte suntuaria trai più spettacolari d’Europa.

Arriva da Boston il famoso autoritratto dello scultore, dalla Sorbona – e per la prima volta in Italia dopo secoli – il meraviglioso gruppo di Leda e il Cigno ; ancora da Parigi, via Louvre, ecco il busto di Cosimo I de’ Medici e quello classicissimo del dio Mercurio, mentre proviene dal vicino Palazzo Pitti un altro capolavoro ispirato alla statuaria antica: il leggiadro ed elegantissimo Bacco. Testimoni unici di un percorso complementare e alternativo a quello dei mostri sacri della Firenze cinquecentesca.

Incoraggiato da Leonardo, detestato da Vasari – che lo definì “terribile di lingua e d’ingegno”   criticato aspramente da Cellini. Non una figura superficiale quella di Bandinelli, capace di spaccare in due la scena culturale del suo tempo e quella dei secoli a venire: un artista che si odia o si ama, si apprezza o si maledice. Un maestro che oggi viene finalmente e giustamente rivalutato oltre l’accesa competizione con Michelangelo, esaltato per la limpida originalità che seppe dare al linguaggio della cultura.

La curiosità – L’opera più nota di Baccio Bandinelli? Probabilmente il gruppo con Ercole e Caco  realizzato per la città di Firenze e posto davanti a Palazzo Vecchio. Un incarico che l’artista soffia proprio al rivale Michelangelo, “licenziato” per non aver saputo tenere fede all’impegno e non aver consegnato in tempo l’opera, poiché distratto dalle successive committenze romane.