Bette Davis, ritratto di una antidiva

4 Gennaio 2013


Un carattere volitivo e determinato, uno sguardo magnetico e una presenza scenica tanto regale da accentrare ogni attenzione su di sé; un portamento autorevole e un carisma, davanti alla macchina da presa, che non ammette repliche. Un appellativo mai fuori luogo quello di “first lady del cinema” se speso per Bette Davis, protagonista di una nuova puntata di Vite da star, viaggio nel mondo delle più brillanti stelle di Hollywood.

Rispedita al mittente nel momento stesso in cui mette piede a Los Angeles, scartata dal talent scout che va ad accoglierla per concederle un provino. Un tentativo che avrebbe stroncato le convinzioni di chiunque: non quelle di Bette Davis, che nel corso del tempo sa prendersi la scena, diventando una delle regine indiscusse del cinema. Una cavalcata infine trionfale, che non è però libera da intoppi.

L’accesa rivalità con Joan Crawford, intense storie d’amore culminate con litigi furibondi; il rapporto conflittuale conla WarnerBros.,terminato con una impegnativa causa legale: non è stata una vita all’insegna della tranquillità quella di Bette Davis. Una donna energica e risoluta, determinata a conservare il più possibile un successo conquistato duramente. Eppure decisamente meritato.

Due premi Oscar ed una terza statuetta accarezzata più volte ma sempre sfuggita di un soffio, una Palma d’Oro; la partecipazione a film che hanno fatto la storia del cinema: da “Eva contro Eva” a “Che fine ha fatto Baby Jane?”, autentico capolavoro Anni Cinquanta. Nei quali emerge tutto l’eclettismo di una antidiva di successo: lontana dallo stereotipo della capricciosa stella del cinema, capace di reinventarsi e trasformarsi continuamente. Senza mai sbagliare un colpo.