Un reality “ad arte” per i talenti di domani

1 Novembre 2012


Quattordici artisti emergenti. Il giudizio insindacabile di alcuni tra i nomi più influenti dell’art world. La possibilità di allestire una personale in uno dei più importanti musei d’arte di New York. Con un assegno della bellezza di 100.000 dollari. Questi gli ingredienti di Work of Art, il primo reality-show ad entrare nel mondo dell’arte: una competizione serrata, senza esclusione di colpi, che punta dritta alla scoperta di nuovi talenti.

Pittura, scultura, performance, ma anche nuovi media: i protagonisti dello show arrivano da percorsi diversi, offrendo una straordinaria pluralità di linguaggi ed esperienze. Prove ardue quelle a cui sono chiamati, con l’obiettivo di giungere alla fine del proprio percorso con un portfolio credibile, in grado di essere competitivo nel mercato dell’arte ed entusiasmare pubblico e critica. La missione dell’artista perfetto.

Prodotto da Sarah Jessica Parker, protagonista della fortunata serie “Sex and the City”, “Work of Art” nasce dallo stesso staff che ha creato i successi di “Top Chef” e “Project Runaway”. In palio, oltre ad una borsa da 100.000 dollari, una personale al Brooklyn Museum: si tratta del secondo museo d’arte di New York per dimensioni dello spazio espositivo e ricchezza di una raccolta che spazia dall’archeologia fino alle ultime istanze del contemporaneo.

Non sarà facile per i concorrenti vincere le simpatie di una giuria particolarmente severa. Composta, tra gli altri, da Jerry Saltz, il temutissimo critico del New York Magazine; ma anche dall’eccentrico mercante Simon de Pury, definito nell’ambiente il “Mick Jagger delle aste”; e da Bill Powers, titolare della prestigiosa Half Gallery nel Lower East Side di Manhattan. A condurre “Work of Art” è un’entusiasta è l’attrice inglese China Chow.