Christian Dior, la moda entra nel mito

23 Novembre 2012


“La civiltà che difendiamo è un lusso”: così parlo Christian Dior. Un’avventura irripetibile quella dello stilista francese, che a oltre cinquant’anni dalla sua prematura scomparsa resta figura determinante per l’evoluzione del gusto e dello stile. Il mito di Dior è una stella che non accenna a offuscarsi: la sua lezione accompagna come un faro i più grandi fashion designer di oggi. E si svela, grazie a documenti unici, la sua vita e la sua carriera.

Tutto può essere d’ispirazione, per una mente capace di recepire e rielaborare continuamente ogni genere di stimolo visivo e concettuale. Dal più umile e modesto al più complesso: il rosa delle pareti e il grigio del tetto della casa paterna diventano, sedimentate nel ricordo, nuance per tessuti d’alta moda; la memoria dei profumi di donna rimasti, impalpabili, in un ascensore aprono la porta a creazioni di struggente vitalità.

Un’intervista di incredibile modernità, per il suo taglio intimo e immediato: le parole di Christian Dior sembrano raccolte un attimo prima della messa in onda. Recenti sono, invece, le testimonianze vivissime di chi lo ha conosciuto, amato, accompagnato. E di chi ha avuto l’onere e l’onore di proseguirne i successi: dall’amica d’infanzia Suzanne Luling a Pierre Cardin, fino a John Galliano. Che della maison Dior è l’ultima stella.

La pratica di lavoro, la vita all’interno dell’atelier; ma anche la straordinaria ricostruzione di una Parigi ancora affascinata e ammaliata dai fasti della Belle Epoque: attorno alla figura di Dior si muovono in uguale misura artisti e stilisti, amici e compagni di un’avventura che coinvolge ed esalta tutti i gradi possibili del bello. Una parabola che non si esaurisce mai, più forte del Tempo. E che ancora oggi affascina e seduce.