Com’è dura la vita del gallerista!

9 settembre 2013


Passata la festa… bisogna ripulire tutto! Si spengono le luci della ribalta, sfuma l’atmosfera frizzante ed eccitante dell’opening: il giorno dopo l’inaugurazione arriva il tempo dei bilanci. E quello per riordinare. Entra nel vivo Gallery Girls, la serie che segue la vita di sette ragazze di New York alle prese con il sogno di sfondare nel mondo dell’arte. Affrontando un percorso irto di ostacoli e tranelli; minato da squali che non concedono nemmeno il minimo errore.

Successo o flop clamoroso? Un salto nel buio l’apertura della End Of Century, giovanissima galleria ideata e gestita da Claudia: che a ventiquattro ore dal lancio dell’attività si trova a riflettere su quanto accaduto, ma soprattutto sulle reali intenzioni delle sue partner nell’avventura. Il ritardo di Chantal – che arriva al lavoro due ore dopo l’orario concordato – crea i primi motivi di frizione. E se il buongiorno si vede dal mattino…

Non va troppo meglio a Maggie, che vive sulla propria pelle la frustrazione di chi viene considerato molto meno di quanto vale. Pensava di poter fare l’assistente, si ritrova a svolgere i noiosissimi compiti dell’ultima delle segretarie: il suo apprendistato dal gallerista Eli Klein si sta rivelando esperienza piena di luci (poche) ed ombre (tantissime!). Abbandonare può significare perdere occasioni di crescita, restare comporta masticare amaro e vedere svilite le proprie competenze. Che fare?

La vibrante scena di New York è in costante movimento, non lascia troppo spazio alla riflessione: si evolve continuamente e solo chi sa adattarsi al meglio può sperare di emergere. Arriva così l’improrogabile appuntamento con una sessione d’asta: le “gallery girls” non possono non partecipare, perché ogni evento mondano può essere portatore di incontri, conoscenze, contatti utili. Chi riuscirà a mettersi in mostra ed emergere?

La curiosità – Quello dell’inaugurazione è il momento topico per un artista: ma c’è chi, negandolo, riesce a trasformare l’evento in una vera e propria performance. Stupore e divertimento per la prima mostra milanese, a inizio Anni Novanta, di un giovane Maurizio Cattelan: che all’insaputa del proprio ospite fa murare nottetempo la porta della galleria, rendendola inaccessibile. L’unica opera in mostra è fruibile attraverso una fessura, con il pubblico assiepato sul marciapiede che sbircia curioso all’interno.


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