Dal MIT di Boston ai paesaggi del Maine

25 Febbraio 2014


“Troppo brutta per essere ignorata” . È la scritta che campeggia all’ingresso del MOBA di Needham, nel Massachusetts, l’unico museo al mondo a raccogliere croste irrimediabili, nella convinzione che non si possa affidare esclusivamente al bello estetico il compito di rappresentare e raccontare la società! La collezione è tra le tappe, imperdibili, di una nuova puntata di Artland: il viaggio che porta Charlie Luxton e Mame McCutchin sulle rotte dell’arte americana.

Un percorso coast to coast che arriva, oggi, sulle rive dell’Oceano Atlantico. Eccoci a Boston, tra le città più antiche e ricche di tradizione degli interi Stati uniti, dove la cultura di impostazione profondamente europea si lega ad una spiccata e frizzante originalità. Siamo in uno dei poli accademici più importanti al mondo, fucina di talenti e palestra di eccellenze: il MIT, luogo dove si forma la classe dirigente di domani. In un contesto dal fascino assoluto.

Cinque scuole, più di trenta dipartimenti, un numero di studenti che sfiora le undicimila unità: i numeri del MIT sono impressionanti, come impressionante è il numero di ex-alunni riconosciuti con il premio Nobel. Sono 78 ad oggi i premiati, insigniti per la loro attività di ricerca nei più svariati campi del sapere: Charlie e Mame ci accompagnano a vedere dove hanno studiato e vissuto, all’interno di un campus realizzato – tra gli altri – da un artistar del calibro di Frank O. Gehry.

Dalla grande città ad un luogo da sogno, dove è la natura ad essere incontrastata padrona di casa. Ci spostiamo sul piccolo arcipelago delle Fox Islands, al largo della costa del Maine: è nella minuscola cittadina di Vinalhaven, immerso in un ambiente di frontiera, che vive uno tra i più importanti artisti pop in attività. Ad aprire le porte del suo studio è Robert Indiana, che ci svela i segreti del suo stile unico e inconfondibile.

La curiosità – Si tratta della sua opera più nota e anche la più plagiata visto che non è mai riuscito a depositarne i diritti esclusivi. La scritta Love  di Robert Indiana è stata parodiata sulle copertine di album degli Oasis e dei Rage Against The Machine, ed è entrata come immagine ricorrente nella cultura underground legata agli skaters.