Dalì, Magritte, Buñuel. Un trio surreale

22 Maggio 2014


C’è il mondo reale, misurabile nel quotidiano grazie all’esperienza, ai sensi, alla percezione. E poi c’è quell’altro: che si dipana sotto le palpebre una volta addormentati, che si inoltra nelle nostre fantasie. Intangibile, forse inaccessibile: eppure così paradossalmente e incredibilmente a portata di mano, così vicino, così credibile, così assurdamente credibile e possibile. Così veritiero nel raccontarci in modo solo apparentemente illusorio. In una parola, così surrealista.

Sky Arte HD vi invita ad una Notte Surrealista, serata speciale da passare in compagnia delle più influenti personalità di un movimento che, introducendo l’arte alle teorie della psicanalisi, ha compiuto un passo decisivo nel formulare i più importanti linguaggi della contemporaneità. Aprendo le porte ad una creatività che viene dal profondo dell’anima, che resetta il comune senso dell’estetica e impone nuovi stili, nuovi canoni, nuovi modelli.

Si parte dal valzer a distanza tra Salvador Dalì e Luis Buñuel (nella foto): in principio amici inseparabili, uniti nella produzione di una pietra miliare del cinema come Un chien andalou ; poi quasi nemici, irrimediabilmente divisi. In Discovering Dalì il regista Jack Bond recupera preziosi materiali d’archivio e rispolvera il mitico Dalì a New York  , documentario che sa trasmettere tutta l’esplosiva carica vitale di un artista unico.

La serata prosegue con Magritte – Il giorno e la notte, docu-film dedicato allo sfuggente pittore belga, eccentrico e bizzarro nella sua esibita normalità, agli antipodi rispetto agli eccessi e alla vita dei suoi colleghi dell’epoca; e si chiude con La fotografia surrealista. Percorso nei segreti di oltre due secoli di storia di un medium espressivo da sempre portatore di suggestioni al limite tra possibile e impossibile.

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La curiosità – Un film decisamente rock Un chien andalou , capolavoro surrealista che ha ispirato diversi gruppi e cantanti. Dai Pixies, che si riferiscono alla pellicola nel testo di Debaser  fino agli italiani Punkreas, che usano un fotogramma per la cover del loro album d’esodio. Per arrivare a David Bowie, che nel tour del 1976 proietterà il film prima dei suoi show.