Danza macabra alla siciliana

19 Marzo 2014


Un silenzio pietoso abbraccia la casa, presagio del lutto imminente. Dalla stanza della vecchia madre, da giorni in agonia, prorompe un grido disperato: i famigliari accorrono e la donna, terrorizzata, con un ultimo disperato barlume di lucidità chiede se è ancora viva o già morta. E non crede alle parole dei suoi cari: “già! Dite che sono ancora viva solo perché non volete che mi spaventi!” . In un cortocircuito dell’assurdo, venato di surreale e pirandelliano umorismo.

È un frammento di vita vissuta, episodio grottesco ma realmente accaduto, quello che ispira la scrittura de Le sorelle Macaluso , dramma irriverente creato e portato sulla scena da una delle regine del teatro italiano. Emma Dante, protagonista di una nuova puntata di Camerini: la serie che vede Marco Baliani incontrare dietro le quinte dei più importanti spettacoli della stagione i grandi attori e le migliori attrici di oggi.

Con Emma Dante ci troviamo nel backstage del Teatro Mercadante di Napoli, piazza per il debutto di un’opera che sa giocare con arguta ironia sull’atavica paura dell’uomo per la morte: tema a lungo tabù, esorcizzato in un valzer di personaggi a cavallo tra i due mondi, divisi tra realtà e sogno, menzogna e verità. Con il teatro stesso, scatola magica dove tutto è possibile, a farsi catalizzatore di angosce ancestrali, grimaldello per scardinare la maschera della quotidianità e riscoprirsi.

Nel racconto di Emma Dante traspare tutta la devozione per le proprie radici siciliane, il rapporto strettissimo con una cultura popolare costruita su un patrimonio ricchissimo, di rara poesia. Con Le sorelle Macaluso , così come in ogni sua produzione, viene alla luce l’anima di un Mediterraneo che non ha perso la sua dimensione mitopoietica, luogo dove nascono eroi e leggende. E nel quale è possibile, specchiandosi, riconoscere la più pura essenza delle cose.

La curiosità – Convincente l’esordio di Emma Dante dietro la macchina da presa. Il suo Via Castellana Bandiera , presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2013, è valso ad Emma Dante la candidatura al Leone d’oro. E ha permesso alla protagonista, Elena Cotta, di vincere la Coppa Volpi come migliore interprete femminile.