De Gregori si racconta. In VivaVoce

19 novembre 2014


C’è quella volta che fece piangere Lucio Dalla, commosso per una sua canzone, e non ne capì mai davvero il perché; e quell’altra in cui dovette difendersi dall’accusa, assurda, di aver copiato da Bob Dylan. E in mezzo ci sono tante altre storie, frammenti, racconti; album dei ricordi che segue un viaggio nella musica lungo più di quarant’anni. Un album che Francesco De Gregori apre e sfoglia, oggi, insieme a noi.

In occasione dell’uscita del suo ultimo disco, l’attesissimo VivaVoce , e in concomitanza con il suo saluto ai ragazzi in concorso a X-Factor , De Gregori è protagonista su Sky Arte HD di uno special nel quale racconta la sua ultima fatica discografica, attingendo fatalmente al bagaglio dei ricordi. Perché a pulsare in VivaVoce sono ventotto suoi brani storici, di quelli cantati mille volte attorno ai falò d’estate o gridati a tutto volume in macchina; di quelli che fanno parte, a pieno titolo, del nostro patrimonio condiviso.

Ogni canzone di De Gregori ha una storia, ognuna è una storia. Fatta di incontri e riscontri, immagini e suggestioni; e siccome la Storia, quella vera, non si può imbrigliare e prosegue inesorabile il proprio corso, ecco come i pezzi di VivaVoce  ci appaiono nuovi, nuovissimi, pressoché inediti. Passati sotto le mani febbrili di un cantautore che non ama l’autocompiacimento e si mette sempre in discussione. Con nuove sfide.

Tra cui anche quella di ribaltare classici come Viva l’Italia  e Buonanotte Fiorellino , filtrandoli attraverso il blues o il twist, fino a trascendere nei ritmi disinvolti del rockabilly. C’è il passato ma anche il futuro, allora, in queste nuove storie di Francesco De Gregori. Che ci racconta, generoso, com’è che vecchi compagni di viaggio – Renoir e Caterina, Sante Pollastri e il grande Girardengo, fino a Nino e il suo pallone rabberciato – tornino a bussare alle porte della memoria. Chiedendo nuova voce. Viva.

La curiosità – “Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra…” canta Antonello Venditti aprendo la sua Notte prima degli esami . Tra i quattro amici in questione anche De Gregori: Francesco è infatti con Ernesto Bassignano e Giorgio Lo Cascio (oltre allo stesso Venditti!) membro del quartetto che a fine Anni Sessanta comincia a farsi un nome nei live al celebre Folkstudio di Roma.

 


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