Il mecenate di Antoni Gaudì

23 Febbraio 2015

Destini Incrociati Hotel - Gaudì e Guell

Le porte del nostro Destini Incrociati Hotel si aprono questa sera sulla Catalogna di Antoni Gaudì e del suo mecenate Eusebi Güell Bacigalupi, alla vigilia della rivoluzione architettonica che nascerà dal loro incontro alla fine dell’Ottocento. L’originale programma di Sky Arte HD, che si è già meritato il Premio Flaiano 2014, ci racconta oggi quali destini si sono incrociati perché il Modernismo alla catalana venisse alla luce. Perché, per parafrasare un famoso detto popolare, dietro ogni grande architetto c’è sempre un grande mecenate.

Il conte Eusebi Güell Bacigalupi è un imprenditore catalano, che ha ereditato dal padre la conduzione dell’industria tessile e sta giusto dando il suo contributo alla causa di famiglia, migliorando l’impresa. Si trova per questo a visitare l’Expo di Parigi del 1978, dove resta colpito dall’opera di un giovane architetto catalano per il Padiglione spagnolo. L’architetto è Antoni Gaudì, naturalmente, cui Güell si avvicina subito: ne nasceranno una collaborazione e un’amicizia lunghe una vita, supportate da tutta una serie di interessi e idee comuni ai due personaggi.

Si può dire che Güell diviene per Gaudì quello che era la famiglia dei Medici per gli artisti fiorentini del Rinascimento: un committente dotato di visionarietà e intelligenza, quasi pari al creatore che avrebbe preso sotto la propria ala protettiva. Quando incontra il suo futuro mecenate, Gaudì è all’inizio della sua carriera. Ma già l’imprenditore catalano vede nell’architetto l’uomo che l’avrebbe fatto passare alla storia, costruendo a suo nome architetture mirabili.

Andò proprio così, basti pensare al numero di opere realizzate da Antoni Gaudì che portano il “marchio Güell” nel titolo. Abbiamo la Bodega (le cantine di Garraf), i Padiglioni, il Palazzo e il Parco a Barcellona, fino a giungere all’ambiziosa, incompiuta Colonia di Santa Coloma de Cervelló. Quest’ultima raccoglie più di un’opera, essendo costituita da una serie di elementi architettonici riuniti in un villaggio operaio progettato da Gaudì e collaboratori, dove risiedevano 775 abitanti alle dipendenze dalla fabbrica tessile del conte.

La curiosità – Ben sette opere architettoniche di Antoni Gaudì sono state definite Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Per due di queste dobbiamo ringraziare la lungimiranza del conte Güell, che affidò all’architetto la progettazione del suo Palazzo e poi del surreale Parco.