Moda e teatro si incontrano

16 Marzo 2015


Chi incontreremo stasera, nelle stanze del nostro Destini Incrociati Hotel? La nuova puntata dell’esclusivo programma di Sky Arte HD – Premio Flaiano 2014 – ci porta a Milano, all’incrocio di due percorsi artistici che, fino agli inizi degli anni Ottanta, si sono svolti in campi diversi.
Da una parte abbiamo Gianni Versace, che in quel periodo conquista i primi successi internazionali nel mondo della moda. Dall’altra, il ballerino e coreografo Maurice Béjart è ormai ai vertici della danza internazionale da ormai trent’anni. La differenza – generazionale e disciplinare – non impedirà ai due creativi di incontrarsi e realizzare, assieme, uno spettacolo memorabile.

Per rendersi conto di quanto moda e teatro siano vicini, diversamente da quanto si può pensare in un primo momento, basti pensare a come si definisce una sfilata in lingua inglese: fashion show, spettacolo di moda. In entrambi i casi, in effetti, si tratta di portare in scena qualcosa ed esprimerlo innanzitutto a livello visivo. Versace e Béjart, per esempio, scopriranno presto di avere in comune una cura maniacale per i dettagli.

Gianni Versace inizia a collaborare con il mondo del teatro ad appena quattro anni dalla firma della sua prima collezione donna, presentata nel 1978 al Palazzo della Permanente di Milano. Lo troviamo a pochi isolati di distanza a cavallo tra il 1981 e il 1982, intento a disegnare i costumi per il balletto al Teatro della Scala che porta in scena Josephslegende di Richard Strauss, su scenografie di Luigi Veronesi.

Da quel momento, lo stilista dà spesso e volentieri il suo apporto al teatro, realizzando costumi per il Don Pasquale di Donizetti come per il Dyonisos, diretto proprio da Maurice Béjart al Piccolo Teatro meneghino. Gianni Versace e il coreografo stringono anzi un’amicizia duratura, lavorando gomito a gomito e viaggiando per il mondo.
All’indomani della scomparsa di Versace, Béjart ammetterà un debito artistico, oltre che un forte lutto personale, nei confronti dello stilista assassinato nel 2007: “Ha mostrato un altro aspetto del teatro trasformando la mia visione della danza”.

La curiosità – L’attenzione di Gianni Versace per l’estetica era una costante, anche nella sua vita privata. Lo stesso Maurice Béjart ha ricordato un episodio ai Giardini di Boboli, dove si trovava con lo stilista per la prima di Barocco bel canto: notando i pantaloni che indossa Béjart quel giorno, Versace li definisce “orribili” e convince l’amico a sfilarseli al momento… per sistemarne la foggia!