L’omaggio di De Gregori a Bob Dylan

29 Ottobre 2015


La sua voce ha accompagnato intere generazioni, proprio come quella di un altro musicista leggendario che non ha mai smesso di ispirarlo. Stiamo parlando di uno dei più famosi cantautori italiani – Francesco De Gregori –  e del suo mentore musicale, Bob Dylan. Saranno loro i protagonisti dell’imperdibile Amore e furto – De Gregori canta Dylan, in onda domani sera in prima visione su Sky Arte HD.

Nonostante l’oceano di distanza e uno scarto anagrafico di dieci anni esatti, De Gregori ha provato fin da giovane un’incredibile ammirazione verso il cantautore americano, condividendone lo stile e il modo di guardare al proprio tempo. Dopo aver collezionato i suoi dischi da adolescente, averlo seguito in tutte le sue evoluzioni e averlo spesso citato nei propri interventi, il cantautore romano sta per pubblicare Amore e furto, una raccolta dei brani di Bob Dylan tradotti in italiano, registrato in segreto tra le pause del VivaVoce Tour.

Nel documentario in onda domani sera, De Gregori racconta, in un’intervista esclusiva, il suo amore per il Dylan musicista, il motivo della scelta delle undici canzoni da reinterpretare, l’accurato processo di traduzione e il grande rispetto per i testi originali. Oltre a svelare alcuni retroscena del concerto di Lucca, dove calcò lo stesso palco del suo idolo, De Gregori illustra quanto questo disco sia il frutto di un lavoro durato anni. Nel 1973, infatti, il cantante tradusse Desolation Row, diventata Via Della Povertà nell’interpretazione di Fabrizio De Andrè.

Il giornalista Stefano Pistolini, ex dj radiofonico ed amico di De Gregori, arricchirà l’emozionante racconto del cantautore romano con riferimenti storici e dettagli socio-musicali delle canzoni originali. Un fan di De Gregori che svela il nobile, profondo e personale significato di un disco che affianca, nel titolo, “amore” e “furto”.

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