Dove nasce il made in Italy

18 settembre 2014


Siamo soliti sentire parlare di made in Italy . Ma si tratta di una semplificazione, addirittura – sembra un azzardo, ma è così – di una banalizzazione. Sarebbe infatti più corretto forzare la lingua inglese e riferirsi semmai al made in Italies : e non per mero campanilismo, semmai per cercare di restituire lo straordinario patrimonio di specificità che compone il passato – e quindi il presente e a maggior ragione il futuro – del Bel paese. Cercando di guardare all’Italia che inventa, crea e produce per ciò che essa realmente è. Uno straordinario mosaico. Fatto di tessere uniche.

Parte su Sky Arte HD Le Italie della Moda, serie curata da Angelo Flaccavento e nata dalla partnership con il Centro di Firenze per la Moda Italiana e Pitti Immagine in occasione di Firenze Hometown of Fashion; e che vanta il sostegno di ICE – Italian Trade Agency e del Ministero per Sviluppo Economico. Un viaggio lungo nove episodi che offre uno sguardo inedito sul mondo del fashion design: osservandolo in modo completo, senza limitarsi al solo scorrere delle modelle sulla passerella.

Nella prima puntata l’attenzione si concentra sul primo e principale strumento del mestiere per chi si occupa di moda. Le mani. Compiamo un viaggio straordinario per cucire insieme tra racconti, tre storie, tre vite che sono simbolo della incredibile manualità, della perizia tecnica associata all’ingegno che soggiace a ogni creazione di successo. Incontriamo così Ermanno Scervino, abile nel traghettare nella modernità la solidissima tradizione manifatturiera fiorentina; e poi Alessandro Sartori, che a Parigi inventa calzature gioiello per il marchio Berluti. Finiamo infine in Abruzzo, dove è l’inglese Brendan Mullane ad avere il compito di creare per lo storico brand Brioni.

Il secondo appuntamento della serata ci porta nel cuore della fase creativa, affrontando il tema dell’individuazione, della scelta e del reperimento delle migliori materie prime. Ogni creativo è dotato di una innata sensibilità, raffinata negli anni grazie all’esperienza: basta lo scorrere della mano su un tessuto, il profumo di un campione di cuoio, per immaginare chiaramente il prodotto di domani. A condividere il proprio sapere Giovanni Bonotto, il tessutaio vicentino innamorato di Fluxus; lo stilista milanese Gabriele Colangelo e i dirigenti dello storico stabilimento Vitale Barberis. Tra le più antiche aziende tessili d’Italia.

La curiosità – Quanto vale il made in Italy? Il solo comparto del fashion ha generato nel 2013 un fatturato vicino ai cinquanta miliardi di euro, in lieve calo rispetto all’anno precedente. I dati del Centro Studi di Sistema Moda confermano l’attrattiva del brand Italia nei confronti dell’estero, che rappresenta il 54,7% del fatturato della moda italiana, e la bilancia commerciale vede un attivo superiore ai i 9,5 miliardi di euro.


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