Emanuel Gat danza Glenn Gould

2 Ottobre 2013


Una comunità religiosa persa nel cuore del Canada rurale. Una quotidianità antica, costruita attorno alla poetica reiterazione di gesti e tradizioni; il fluire del tempo, rallentato, scandito dai ritmi di una natura magnifica e lussureggiante. Un piccolo e prezioso giardino dell’Eden, trasformato in meraviglioso teatro dove accogliere – in forma di balletto – una straordinaria metafora della società umana. Dove portare in scena emozione e suggestione.

Prende spunto da una delle pagine meno note del leggendario Glenn Gould la coreografia che l’israeliano Emanuel Gat presenta al Romaeuropa Festival. Un eccezionale affresco in movimento, complessa scena collettiva che nasce dall’esperienza di The quiet in the land  , progetto che l’eclettico compositore scrisse per accompagnare un documentario radiofonico registrato nei villaggi mennoniti del Manitoba.

Le celebri Variazioni Goldberg interpretate da Gould si intrecciano alle voci dei protagonisti di allora – alle loro storie e riflessioni – e cuciono con la complicità dei suoni naturali un racconto di rara empatia. Il soffio del vento e il frusciare delle foglie accompagnano la potente e struggente commedia umana di The Goldlandbergs , spettacolo che sa tradurre in azione e movimento la rete emotiva e sensuale che lega tra loro gli esseri umani.

Dal particolare, dunque, si passa al generale: l’escamotage narrativo offerto dall’esperimento di Gould diventa un sublime pretesto per indagare l’uomo nella sua totalità. Analizzando le più articolate architetture sociali, portando in scena le tensioni e le pulsioni, i rapporti di forza e debolezza. Una metafora della vita – com’è oggi e come in fondo è sempre stata: una meravigliosa fotografia che svela i misteri del cuore e dell’anima.

La curiosità – Musica, danza e… fotografia. The Goldlandbergs  è quasi un’opera d’arte totale, come dimostra l’installazione It’s people… , portata in scena nella cornice della rassegna Montpellier Danse. Una decina di immagini in grande formato, scatti effettuati durante le prove del balletto, diventano oggetto di una vera e propria mostra.