Facce da Oscar per una notte da sogno

27 Febbraio 2014


Nella magica notte che vede andare in scena, a Los Angeles, il rito scintillante della consegna delle statuette più ambite, Sky Arte HD entra in clima Oscar con una programmazione non convenzionale. Da un lato con l’omaggio, speriamo benaugurante, a quello che può essere uno tra i trionfatori dell’edizione 2014; dall’altro mostrando due tra i documentari che negli ultimi anni sono riusciti a portare a casa l’agognato riconoscimento.

È in California per sostenere La Grande Bellezza  di Paolo Sorrentino, in corsa come miglior film straniero: Toni Servillo prorompe con tutta la sua straordinaria carica in 394 – Trilogia nel mondo, reportage con cui Massimiliano Pacifico segue la tournée internazionale di un attore impegnato a portare Carlo Goldoni nei più importanti teatri internazionali. Un viaggio serrato, emozionante, che ci rende complici della magia che si crea sulla scena.

Si passa poi all’addio alla musica di Sixto Rodriguez, cantautore triturato dalle impietose regole dello show-business a stelle e strisce; ennesima meteora costretta ad abbandonare il sogno di una vita per trovarsi un lavoro “vero”. Salvo ricevere dalla sorte una seconda opportunità. Quella che Malik Bendjelloul ci racconta in Sugar Man: fantastica storia di riscatto, con Sixto ignaro simbolo – grazie alla sua arte – della lotta contro l’apartheid.

Arriva infine il turno di James Marsh. Il regista ci porta sulla cima del World Trade Center costringendoci a trattenere il fiato davanti alla spettacolare impresa di Philippe Petit: è l’agosto del 1974 quando il giovane e spericolato trapezista francese tende un cavo d’acciaio a collegare le estremità delle due torri, producendosi in una passeggiata mozzafiato. Documentata, grazie a eccezionali immagini di repertorio e alle splendide musiche di Michael Nyman, nel memorabile Man on Wire.

La curiosità – Italiani popolo di registi: ma non di documentaristi! Nessuna bandiera tricolore ha infatti mai sventolato su questa categoria degli Oscar: l’unico ad essere nominato fu nel 1962 Romolo Marcellini per La grande Olimpiade , reportage dedicato naturalmente a Roma 1960.