Firenze, la sfida di Giotto e Brunelleschi

18 giugno 2014


Nessuno aveva mai osato tanto. Inimmaginabile spingersi fino a certe altezze, concepire un progetto tanto elaborato; impensabile architettare stratagemmi e meccaniche in grado di raggiungere un obiettivo per l’epoca semplicemente fantascientifico. E invece. Nella Firenze del Rinascimento l’impressione è che la parola impossibile non esista: il genio si esprime con una libertà assoluta e disinvolta, ottenendo sempre ciò che vuole. Vincendo le proprie sfide.

Quando Filippo Brunelleschi sceglie di partecipare al concorso per la realizzazione della cupola del Duomo della sua città la concorrenza è agguerrita. L’avversario da battere si chiama Lorenzo Ghiberti: artista della vecchia scuola, radicato negli ambienti che contano, già apprezzato autore della Porta Nord del Battistero. Filippo sogna una struttura leggerissima, impostata su un sistema di centine che eviti la complessa e costosa creazione di ponteggi esterni. Elabora un piano geniale, calibrando con precisione assoluta l’impiego dei materiali: less is more . Cinque secoli prima di Mies van der Rohe.

L’impresa di Brunelleschi è al centro di una nuova puntata di Sette Meraviglie, la serie che ci mostra in via esclusiva alcuni tra i luoghi più sensazionali del Bel Paese: sfogliando la rosa dei siti che l’UNESCO ha inserito nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità; offrendo uno sguardo di inedita spettacolarità su contesti entrati nella leggenda. Come la chiesa di Santa Maria del Fiore, centro della socialità per una Firenze che elegge il proprio Duomo a palestra per i grandi dell’arte.

L’ardito cantiere che realizza la cupola in muratura più grande della cristianità – la seconda più grande in assoluto dopo quella di San Pietro – non è la sola opera che lascia a bocca aperta. Straordinario il campanile disegnato da Giotto, splendido anticipatore dei temi dell’umanesimo; impressionante la volta affrescata, iniziata da Giorgio Vasari e conclusa da Federico Zuccari. Con  i suoi oltre 3600 metri quadrati di superficie la più ampia al mondo.

La curiosità – Un genio dell’architettura, ma anche un manager senza scrupoli Filippo Brunelleschi. Agli operai fiorentini intenti alla realizzazione della Cupola del Duomo che protestavano per l’esiguo salario rispose con il licenziamento, sostituendoli con meno esose maestranze lombarde. Dopo forti insistenze riprese con sé i contestatori… ma a una paga più bassa di quella che avevano precedentemente contestato.


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