Fotografi. Il greatest hits

28 maggio 2014


La macchina fotografica? Non un semplice strumento, non un oggetto inanimato; meccanico, freddo, distante. Semmai il prolungamento dell’anima, l’abbraccio che permette di fare proprie situazioni ed emozioni, catturando istanti da consegnare alla Storia. Parificando nel medesimo codice di bellezza la camminata della top model e il paesaggio più selvaggio, il dramma della cronaca e la sensualità di un erotismo tanto elegante quanto disinvolto.

Sky Arte HD ripercorre le tappe più interessanti delle prime due stagioni di Fotografi, la serie che ha portato sul piccolo schermo i maestri italiani dello scatto. Per un catalogo di interviste esclusive, che hanno permesso di scavare a fondo e indagare le diverse personalità, rivelando metodi di lavoro e al tempo stesso originali filosofie dell’immagine. Concentrandosi in un primo momento sul reportage giornalistico, tra cronaca e attualità.

Nascono in quest’ottica gli incontri con l’immensa Letizia Battaglia (nella foto), in prima linea sul fronte che ha visto – e vede tutt’ora – lo Stato combattere la criminalità organizzata. Le scene degli omicidi di mafia, colte nella sua Sicilia, si caricano di un dramma che ritorna nei lavori di Davide Monteleone, cronista innamorato della Russia e delle sue contraddizioni, perennemente in viaggio nella polveriera del Caucaso; e che riecheggiano nei lavori di Valerio Bispuri.

Si alternano con i re della cronaca le firme più apprezzate del mondo della moda, della pubblicità, della comunicazione. A partire ovviamente dal mitico Oliviero Toscani, scandaloso nel trattare temi dal profondo impatto sociale; e arrivando a Lady Tarin, Fabio Lovino e Giovanni Gastel. Uomini e donne che hanno riscritto le regole della bellezza. E che hanno saputo al tempo stesso smitizzarla. Come nel caso di Umberto Pizzi, il sornione decano dei paparazzi italiani.

La curiosità – Il grande pubblico lo conosce come abile frequentatore dei salotti romani, re del gossip d’alto livello che perpetua il mito della Dolce Vita. Pochi sanno che nel passato di Umberto Pizzi, prima del sodalizio con Roberto D’Agostino, c’è una lunga parentesi come inviato speciale per conto della FAO, negli Anni Sessanta, in alcuni tra i luoghi più poveri del mondo.