Fuori dal ghetto, a suon di rap

25 Ottobre 2013


I ghetti delle più violente e tentacolari metropoli degli Stati Uniti, città crudeli e situazioni al limite. Un’ansia di riscatto che si fa irrefrenabile, necessità di uscire da un presente buio per dimostrare quanto si vale davvero: voglia di farcela, di cambiare le carte in tavola e se possibile le regole del gioco. Un’urgenza di recriminare, comunicare, rivoluzionare. Che si traduce nella musica che più di ogni altra ha segnato la contemporaneità. L’hip hop.

Su Sky Arte HD va in scena un’intera serata dedicata al genere che negli ultimi trent’anni ha visto la trasformazione della cultura underground in fenomeno main-stream. Una comunità che ha lanciato nuovi idoli internazionali. Ma che ha anche conosciuto i propri martiri: come dimostrano le morti violente di Notorious B.I.G. e Tupac Shakur. In prima visione tv ecco The Art of Rap, documentario firmato dalla leggenda del gangsta Ice-T, presentato nel 2012 al Sundance Festival.

Los Angeles, New York, Detroit. Tre città dal tessuto sociale differente; tre piazzeforti dell’hip hop. Dove incontrare vecchie glorie e giovani promesse, per un racconto in prima persona che svela le origini e le evoluzioni di un fenomeno che esce dall’ambito puramente musicale e tocca più ambiti culturali. A fornire il proprio contributo giganti del genere, che spaziano da Eminem a Dr. Dre fino a Common, Snoop Dogg e Kanye West.

Un genere nato negli Stati Uniti, il rap. Ma che ha saputo molto presto conquistare anche il vecchio Continente e naturalmente l’Italia. Dove nei primi Anni Ottanta è un ragazzo toscano scoperto dal geniale Claudio Cecchetto a fare impazzire le chart con le sue rime irriverenti: su Sky Arte HD ecco Jovanotti, a quasi trent’anni dall’inizio della propria carriera, raccontare la sua eccezionale parabola artistica. E condividere i preparativi, i sogni e le emozioni del suo più recente tour negli States.

La curiosità – Quando nasce l’hip hop? Il genere ha una data e un luogo di nascita ben precisi: New York, 12 novembre 1974. È in quel giorno che Kool Herc, nell’aula ricreazione della scuola che frequenta nel Bronx, si mette a scretchare e improvvisare su un brano di James Brown, invitando i compagni a ballare al grido di “B-boys! B-girls!”.