Harry Potter indossa il camice

17 maggio 2013


La Russia del 1917 non è un posto facile dove vivere. Il rigore di un inverno terribile, le pessime condizioni di una popolazione stremata da cieche dinamiche feudali; l’angoscia per una guerra combattuta ai margini dell’impero, ma non per questo meno crudele, il serpeggiare di una sete di rivalsa sociale che porta alla Rivoluzione d’Ottobre. Un contesto durissimo quello che fa da sfondo alle avventure di un giovane, ingenuo ma affascinante dottore di provincia.

Un cast stellare per gli Appunti di un giovane medico che approdano su Sky Arte HD: una miniserie tratta liberamente dall’omonima raccolta di racconti pubblicati a metà Anni Venti da Mikhail Bulgakov, premiato autore di “Cuore di cane” e de “Il maestro e Margherita”. Un testo autobiografico, che evoca le surreali vicende vissute dall’autore, laureato in medicina, ai tempi del suo primo incarico a Muryevo, città sperduta nelle distese sterminate dell’Ucraina.

Protagonista assoluto è Daniel Radcliffe, che appesi al chiodo gli occhiali di Harry Potter interpreta il ruolo di un giovane illuso dal fascino della medicina, animato dall’intenzione di coprirsi di gloria servendo il prossimo; in realtà destinato a scontrarsi a muso duro con le asprezze di un ambiente ostile e una società chiusa nella più totale diffidenza. Ad affiancare l’attore una spalla d’eccezione: si tratta di Jon Hamm, personaggio principale della serie “Mad Men”.

Tra chirurgia spiccia e malattie imbarazzanti il giovane medico si trova suo malgrado annichilito dall’incedere impressionante di un inverno che non offre alternativa al gelo, quasi rispecchiando in una terribile metafora il progressivo senso di abbandono e scoramento di un protagonista dalla affascinante fragilità. Esorcizzata in modo effimero e illusorio dal ricorso alla morfina, comburente che accelera il senso di sublime spaesamento, schiudendo le diaboliche porte dell’oblio.

La curiosità – Mikhail Bulgakov non è l’unico romanziere russo ad aver indossato camice e stetoscopio. Prima di lui, che sceglie le lettere solo a ridosso dei trent’anni di età, era stato Anton Cechov a intraprendere lo stesso percorso.