Icone dell’architettura, Starck sbarca in laguna

2 Novembre 2012


Che cosa fa di un luogo, un personaggio o un semplice oggetto un’icona del contemporaneo? Dove si annida il mistero per cui qualcosa di apparentemente semplice riesce, in realtà, a condizionare la percezione collettiva in termini di gusto; a farne un vero e proprio simbolo? Domande a cui risponde Icon: un lungo percorso alla ricerca di eccellenze e modelli di stile, condotto dai giornalisti CNN Don Riddell e Monita Rajapal.

Prima tappa: Venezia. Primo ospite: Philippe Starck. Uno tra i nomi più importanti per il design di oggi accompagna le telecamere di Sky Arte HD nei padiglioni della Biennale di Architettura, curata in questa edizione da David Chipperfield. “Common ground” il tema scelto come filo conduttore dell’evento: un “terreno comune” sul quale confrontarsi, in cerca delle nuove linee dell’architettura di domani. Guardando alla sostenibilità dei progetti e all’integrazione con l’ambiente naturale.

Cinquantacinque i paesi partecipanti, per una varietà di scuole, stili e immagini che sa accogliere alcune interessanti new entries: Kuwait, Kosovo, Perù e Angola. Non mancano, naturalmente le archistar; e non mancano, attorno ai loro interventi, le polemiche. Herzog e de Meuron portano la negativa accoglienza del loro progetto, al momento stoppato, per una nuova concert hall ad Amburgo: una ironica carta da parati raccoglie il fuoco di fila della stampa tedesca.

A spasso per i Giardini e negli spazi dell’Arsenale, dunque, con la guida esclusiva di Philippe Starck. Firma esclusiva per un design che combina in modo eccezionale forma e funzionalità; autore di prodotti che hanno lasciato il segno. E che vanta un legame privilegiato con l’Italia: è per Alessi che ha creato lo storico spremiagrumi Juicy; fortunate le collaborazioni con Flos e Kartell. Anche se il suo lavoro più recente e discusso è per un committente d’oltreoceano: è di Starck la firma per lo yacht di Steve Jobs.