Il confine sottile tra arte e design

11 Aprile 2013


Dalle corporazioni medievali alle botteghe rinascimentali, arrivando all’orgogliosa rivoluzione anti-industriale dell’Inghilterra di fine Ottocento: il confine tra arte e artigianato è da sempre piuttosto labile. Con gli artisti a confondersi, per abilità manuali, con la figura di artigiani spesso tanto visionari da essere più geniali degli artisti stessi. Una effervescente confusione creativa, viva ancora oggi nel ricchissimo campo del design.

A sondare questa intrigante terra di confine è una nuova puntata di DE.SIGN, la serie con cui Sky Arte HD si addentra nei più fantasiosi ambiti della progettazione. Ogni appuntamento diventa brillante monografia dedicata a un oggetto, un elemento o un diverso contesto creativo, ognuno eletto a simbolo delle infinite potenzialità dell’ingegno e della fantasia. Un percorso che nasce sulla carta e si conclude con la produzione, seguendo ogni passaggio: dallo studio alle vetrine.

Ad aprire le porte del proprio eccezionale laboratorio newyorchese è Gaetano Pesce, figura simbolo della felice ibridazione tra arte visuale e design: le sedute della serie Up, da lui elaborate a partire dai primissimi Anni Sessanta, si basano su una profondità concettuale che supera la tradizionale idea di complemento d’arredo, arrivando ad ergersi come autentiche e mature sculture contemporanee.

Il viaggio prosegue con il sentito omaggio a Dino Gavina, compianto papà di Flos e altre pregevoli attività imprenditoriali, mecenate di artisti del calibro di Lucio Fontana e vicino a designer leggendari come l’estroso Carlo Mollino. Si passa poi alle nuove leve della creatività, intercettando nell’eccezionale contesto di Eindhoven i giovani Hoebers ed Heijnen, cresciuti nello stesso straordinario contesto che ha visto nascere il talento di Nacho Carbonell.