Seguendo le tessere di un … mosaico

11 febbraio 2013


Un antico monastero, perso nelle atmosfere riarse di un’isola del mediterraneo. Uno straordinario tesoro archeologico, testimonianza unica ed esclusiva degli albori dell’arte paleocristiana. Un furto sciagurato e rocambolesco, trafficanti internazionali e un clamoroso viaggio lungo mezza Europa; per un’indagine da ricostruire un tassello alla volta, con minuziosa pazienza. Quasi si trattasse di riprodurre un mosaico.

E proprio un mosaico, antichissima e pregiata testimonianza dell’arte ortodossa, è il protagonista di una nuova puntata de L’arte del furto, serie che svela i più clamorosi colpi ai danni del patrimonio culturale internazionale. Complici le tensioni tra la comunità greca e quella turca, alla fine degli Anni Settanta l’isola di Cipro diventa terra di conquista per sciacalli senza scrupoli: e a farne le spese sono i preziosi mosaici di Panayia Kanakaria, tra le prime raffigurazioni iconografiche cristiane.

Attorno allo strappo dell’opera e alla sua immissione sul mercato clandestino dell’arte si affacciano personaggi ambiziosi e senza scrupoli; faccendieri intriganti, degni della più eccitante delle spy-story. Ecco l’oscuro faccendiere turco Aydin Dickmen, sedicente archeologo, e la collezionista americana Peg Goldberg; ed ecco Michel Van Rjin, mercante olandese esperto in traffici al limite della legalità.

Un vero e proprio intrigo internazionale, con gli inquirenti chiamati a rintracciare la diaspora dei diversi frammenti del mosaico, nel tentativo di ricondurlo a unità: smembrata in più parti, l’opera è infatti finita in mani diverse. Costringendo non ad una, ma ad una molteplice serie di indagini e inchieste, ad intrecciarsi tra loro con clamorosi retroscena, imprevedibili colpi di teatro, misteri e segreti che inquietano e affascinano.