Kusturica e Kieślowski. Cinema da est

18 dicembre 2014


Più diversi non potrebbe essere: il primo esplosivo, immaginifico, popolare senza paura di trascendere nel popolaresco, e ancora carnevalesco, ironico e farsesco, cinico e satirico; l’altro riflessivo, idealista, etero ed enigmatico. Emir Kusturica e Krzysztof Kieślowski sono come il giorno e la notte, rappresentano due universi visuali diametralmente opposti. Uniti in un fare cinema che per quanto segua filosofie divergenti trova armonia nella magia di opere che hanno fatto epoca.

Serata dedicata a due grandi maestri dell’Europa dell’Est, nomi di punta di scuole che si sono espresse secondo direttrici di grande fascino: nuovo appuntamento nell’aula virtuale di RaroArte per le lezioni di cinema di Gianni Canova, tra i principali critici italiani, che ci introduce pietre miliari del Novecento solo difficilmente considerate dai palinsesti della tv generalista, quando non addirittura dimenticati e relegati nelle sale d’essai o nelle videoteche specializzate.

Si parte con la grottesca commedia degli equivoci orchestrata da Emir Kusturica in Gatto nero, gatto bianco , canto d’amore per la cultura gitana che ha consacrato il regista slavo all’attenzione internazionale: un andamento dal ritmo serrato, con intrighi amorosi dal sapore squisitamente shakespeariano, per un coloratissimo calembour di personaggi assurdi. Avvolti nella seducente atmosfera di una musica dal ritmo trascinante.

Mood completamente diverso quello che incontriamo nel Film Rosso  di Krzysztof Kieślowski, ultimo tassello della trilogia che prendendo spunto dai colori della bandiera francese interpreta in chiave moderna il motto dei rivoluzionari: Liberté, Égalité, Fraternité . Proprio su quest’ultima voce si concentra la trama del film, interpretato da un intenso Jean-Louis Trintignant; che tenta di esorcizzare i fantasmi del proprio passato nel conflittuale rapporto con chi gli sta intorno.

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La curiosità – Mezzogiorno di fuoco in stile balcanico: noto per il suo impegno politico (e per il carattere deciso) Emir Kusturica sfida a duello nel 1993 Vojislav Šešelj, tra i leader delle frange più estreme del nazionalismo serbo. All’incontro, fissato in un luogo pubblico di Belgrado proprio a mezzogiorno, il politico non si presenta. Dichiarando di non voler essere accusato dell’omicidio di un filantropo…


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