La complessa semplicità di una sedia

10 aprile 2013


Un piano orizzontale. Uno schienale. Quattro gambe. Una ricetta di rara semplicità, suscettibile però di innumerevoli geniali variazioni sul tema: tra gli oggetti che più hanno stimolato e scatenato l’estro dei progettisti moderni c’è senza dubbio la sedia, assunta a simbolo stesso di una disciplina che è creatività all’ennesima potenza. Un banco di prova dove misurare l’incontro tra utilità e bellezza, comodità ed estetica; una sfida al centro di una nuova puntata di DE.SIGN.

Dall’idea allo show-room: la serie ideata da 3D produzioni e Sky Art HD concentra l’attenzione su un singolo oggetto, eletto a vero e proprio simbolo; ne ripercorre la storia e ne intuisce le potenzialità, interpreta i tratti essenziali di progetti ideati da grandi firme del passato e da giovani emergenti. Non manca, infine, di entrare in fabbrica: imprescindibile il confronto con le grandi imprese del made in Italy, capaci di lanciare vere e proprie icone di stile.

Come nel caso di Kartell, che ha conquistato il mondo con le proprie lampade e – naturalmente – con le sue sedute: l’azienda lombarda è protagonista assoluta di una puntata di De.Sign che parte omaggiandola Louis Ghost disegnata dal geniale Philippe Starck. Uno tra i più grandi nomi della creatività a servizio di un marchio leggendario: un binomio felicissimo, destinato a entrare nella storia.

Dalle linee minimali dello Studio Foster+ rappresentato da Mark Holland, fino alle eclettiche ed eccentriche realizzazioni di Luca Nichetto, tra i più apprezzati giovani designer italiani in attività; passando per il sapiente utilizzo di materiali naturali di Constance Guisset e la visionaria inventiva di Patricia Urquiola: le telecamere di Sky Arte HD documentano un presente frizzante. E raccolgono le anticipazioni sul futuro immaginate da Deyan Sudjic, direttore del Design Museum di Londra.