La spirale del crimine si tinge di rosso

20 Giugno 2013


Una pioggia di banconote da duecento euro, improvvisa, si abbatte munifica e meravigliosa sugli invitati alla festa di compleanno di un noto uomo d’affari. È il caos. Scatta la ressa, si sprecano insulti e spinte, la folla perde la propria dignità e si getta a terra in una caccia disperata, gara a chi arraffa di più. Eppure le banconote sono false. Ma è meglio così. Perché a battere conio è Arturo, il più amato e discusso artista concettuale in attività. E così il finto denaro, invece di svalutarsi, acquista più valore che se fosse vero.

Ecco l’aneddoto che introduce la seconda puntata di The Spiral, l’art-thriller che ha tenuto con il fiato sospeso mezza Europa. Sei furti di opere d’arte, avvenuti nello spazio di una manciata di minuti, in altrettanti musei del Vecchio Continente, dalla Norvegia al Belgio, passando per Danimarca e Finlandia. Una rete di ladri orchestrata proprio dall’inafferrabile Arturo, i piani della provocazione artistica e del reato vero e proprio che si confondono in una morbosa riflessione sulla liceità.

Mentre l’Europol comincia a fiutare le prime piste il gioco innescato da Arturo sembra sfuggire di mano al suo artefice. E a lasciare dietro di sé un’inquietante striscia di sangue. La faccenda si tinge di giallo, in un inquieto susseguirsi di brividi e situazioni limite: gli stessi complici dell’artista del crimine cominciano a dubitare l’uno dell’altro, protagonisti di una situazione che si fa di minuto in minuto sempre più difficile.

Il mistero si intorbidisce, in un crescendo di tensione. La polizia tesse la propria rete investigativa e fa sentire sempre più pressante il proprio fiato sul collo dei fuggitivi; il castello di carte di Arturo, mirabile architettura della mente, prende a scricchiolare. Ma ci sono in serbo ancora altri colpi di scena, nuove sorprese, contorte e inestricabili evoluzioni per un mistero enigmatico e dal fascino magnetico.

La curiosità – Frequenti le riflessioni da parte degli artisti contemporanei sul denaro. Spesso oggetto di polemiche e fonte di dibattito. Ne sa qualcosa Cesare Pietroiusti, che ha visto una sua recente performance in una galleria romana “attenzionata” dalle forze dell’ordine, allertate da uno zelante spettatore. L’azione dell’artista prevedeva l’abrasione di banconote, private dunque del proprio valore… peccato che la distruzione di denaro sia un reato, secondo l’articolo 454 del Codice Penale. Per l’artista, ad ogni modo, nessuna conseguenza. Se non l’arricchirsi del dibattito attorno al suo lavoro