Le infinite sfumature del rock

21 Gennaio 2013


C’è quello nudo e crudo, ispirato alla grande tradizione del blues, cifra distintiva di un combo dallo stile unico e inimitabile. Ma c’è anche quello più scanzonato, in bilico tra le ammiccanti melodie del pop e del folk; e quello intimo e sognante, sottofondo alle poesie di un songwriter di razza. Si fa presto a dire rock, genere musicale che andrebbe invece declinato al plurale. In un nuovo appuntamento con From The Basement, serie ideata dal producer Nigel Godrich.

Mostri sacri e giovani promesse scendono in cantina, in un set che richiama il calore della più intima sala prove: all’interno di From The Basement nascono esibizioni irripetibili, dove anche i pezzi più famosi assumono sonorità e colori inattesi. Una prova a cui si prestano, in questa puntata, i White Stripes: il vulcanico Jack e l’eterea Meg White si esibiscono con una manciata di brani tratti da “Get Behind Me Satan”, loro lavoro in studio datato 2005.

Inedita la versione del primo singolo estratto dall’album, “Blue Orchid”, in un medley con “Party of Special Things to Do”; la voce e la chitarra di Jack White tessono emozioni intense con “Little Ghost” e “Red Rain”. Il duo divide la scena con lo stile sbarazzino degli Shins, band di punta della storica etichetta Sub Pop, lanciata grazie a brani entrati nella colonna sonora di fortunati film del circuito indipendente.

È noto come frontman dei Divine Comedy, nome di culto nel panorama del chamber pop, eclettico incontro tra rock Anni Sessanta e musica classica: Neil Hannon si presenta al pubblico di Sky Arte HD nella inedita veste di solista, presentando alcuni tra i brani più amati della band nordirlandese. Già al fianco di artisti come Robbie Williams, Ute Lemper e Rodrigo Leão, Hannon si conferma performer di razza, artista di raffinata sensibilità.