Le sublimi allegorie di Botticelli

5 Novembre 2013


Raffinatissima ed eterea, figura che appartiene a un mondo altro. Puro, sublime e incantato; lontano anni luce dalla grettezza materiale dell’universo sensibile: sintesi del dionisiaco e dell’apollineo, divinazione di un’idea di bellezza che trascende la fisicità – la carnalità – e affonda le proprie radici nel campo immortale delle idee. Mitologia classica e laica spiritualità umanistica si fondono in una tra le opere simbolo del Rinascimento.

Greta Scacchi ci accompagna nelle sale degli Uffizi di Firenze, scoprendo gli affascinanti intrecci allegorici che fanno da sfondo alla Nascita di Venere , tra le tele più note di Sandro Botticelli. Grazie ad una nuova puntata di Capolavori Svelati entriamo nella frizzante e dinamica corte di Lorenzo il Magnifico, confrontandoci con intellettuali e filosofi, pittori e scultori che hanno contribuito alla formulazione del pensiero moderno.

Una delicatissima complessità attraversa in modo trasversale l’intera opera, intrecciando i fili di un profondissimo piano allegorico. Dove nulla è lasciato al caso, ed ogni dettaglio – anche il più apparentemente insignificante – tradisce in realtà maturi riferimenti concettuali. Che tendono a un sincretismo culturale e religioso di inarrivabile meraviglia, nella perfetta fusione di elementi della classicità e della morale cristiana.

La nudità della dea, spogliata di ogni erotica lascivia, risplende in un candore vergineo che è specchio delle più alte e nobili virtù dell’anima; la stessa emersione di Venere dalle acque del mare Egeo evoca riferimenti cristiani, con le sponde dell’isola greca di Zante così vicine a quelle del fiume Giordano, in una spettacolare e meravigliosa rappresentazione estetizzata del battesimo di Cristo.

La curiosità – Frugatevi nelle tasche, guardate nel fondo della borsetta: cercate una moneta da dieci centesimi. Sul retro non vi sarà difficile incontrare il volto stilizzato della Venere di Botticelli, così come è stata “tradotta” in grafica numismatica dalla medaglista Claudia. La dea campeggia sulla versione italiana della moneta unica fin dal suo esordio, nel 2002. E si accompagna, tra gli altri, al poeta Rigas Feraios (Grecia) e allo scrittore Miguel de Cervantes (Spagna).