L’oro di Napoli? La sua forza

5 luglio 2013


Forte. Basta un aggettivo a descriverla. Intensa di aromi e profumi, schietta e orgogliosa di carattere. Splendida e meravigliosa Napoli. Città forte, appunto. Anzi: più forte. Dei luoghi comuni e dei facili cliché, delle sue ataviche indolenze e dei più recenti problemi, della criminalità e del malaffare. Un luogo unico e magico, celebrato dallo sguardo incantato di chi l’ha vissuta, respirata, amata. E descritta.

Appuntamento all’ombra del Vesuvio per una nuova serata targata Bookshow, la serie che fa delle più suggestive città d’Italia un teatro a cielo aperto. Dove chiedere a interpreti d’eccezione di leggere e condividere grandi classici della letteratura di tutti i tempi, per un viaggio di assoluta suggestione. Una puntata monografica quella che ha luogo a Napoli: tutto ruota perché emerga il profilo unico e inimitabile di una terra tra le più affascinanti del Mediteranneo.

Napoletana è la guida che ci prende per mano, l’attrice Iaia Forte. Procida la perla che fa da sfondo a L’isola di Arturo , capolavoro di Elsa Morante, sublime ritratto di un mondo dai toni e dai colori epici: il romanzo, premiato con lo Strega nel 1957, è favola moderna che si sposa con delicata empatia alle atmosfere della città partenopea. Nei cui vicoli non è difficile incrociare volti, cadenze e sensazioni che evocano Arturo, Carmine e Nunziatella. Personaggi letterari profondamente reali.

A concludere il ritratto le riflessioni di Francesco Piccolo, casertano doc che ha “imparato” Napoli grazie ai libri di Anna Maria Ortese e Raffaele LaCapria, autori in grado di svelare il lato meno noto e certamente più intrigante della città. Un viaggio alla ricerca di luoghi smarriti, ma anche del tempo perduto – e non mancano infatti, nella puntata, riferimenti a Proust. Un percorso a ritroso, riannodando i fili della memoria.

La curiosità – E’ giustamente passata alla storia come una delle più grandi scrittrici italiane, Elsa Morante. Legata a lunga ad Alberto Moravia, figura centrale per la letteratura del Novecento, ha vissuto però anche il brivido del set cinematografico. Fu Pier Paolo Pasolini, regista-scrittore, a convincerla ad accettare una piccola parte nel suo Accattone , girato a Roma nel 1961.