L’uomo che dà del tu alle dive

14 febbraio 2014


La sua quotidianità è trapuntata di stelle. Dive delle passerelle e del grande schermo, figure ammalianti che suggestionano con il proprio fascino milioni di fan in tutto il mondo: icone di stile ed eleganza, simboli eterni di una bellezza senza tempo. Immortalata negli scatti di Giampaolo Sgura, protagonista di una nuova puntata di Fotografi: seconda stagione per la fortunata serie che svela i trucchi del mestiere dei grandi professionisti italiani dell’immagine.

Con Sgura entriamo nel luccicante mondo della moda. Eccoci a New York, sul set di una campagna che vede come protagonista la splendida Gisele Bündchen: il fotografo italiano sa ritagliare attorno alla top model un’aura straordinaria, esaltandone con stupefacente naturalezza l’innata eleganza. Ma ci permette, allo stesso tempo, di conoscere in modo diretto e mai così preciso le dinamiche con cui nasce un reportage, dalla definizione del concept alla minuziosa creazione del set.

Se Parigi e Milano sono le capitali internazionali della moda, intesa nei suoi aspetti creativi, è innegabile come la Grande Mela rivesta il ruolo di piazza principale per il fashion-system. È qui che si appare e ci si mette in vetrina, ci si incontra e promuove: è qui che Giampaolo Sgura è protagonista assoluto di party esclusivi, in lussuose location da mille e una notte. Nelle quali ci intrufoliamo, con discrezione, per svelare i piccoli e grandi segreti di un ambiente esclusivo.

Dal traffico della Fifth Avenue alle incantate atmosfere di Bomarzo. Un twist empatico clamoroso quello che ci trasporta nelle campagne laziali, nel mitico parco rinascimentale popolato di spettacolari sculture grottesche. Un nuovo set, una nuova avventura, questa volta per consegnare un progetto all’edizione giapponese di Vogue. Le frenesie della città si placano come d’incanto e l’atmosfera si carica di pura magia. Scandita dal battito ritmico dei click.

La curiosità – Il Parco dei Mostri di Bomarzo esercita da sempre profonda suggestione nei confronti degli artisti. Ne sa qualcosa Salvador Dalì, che dopo la sua visita del 1938 scelse il celebre Orco come quinta architettonica per La tentazione di Sant’Antonio . Ma è il cinema a vantare con questo luogo un rapporto privilegiato: partendo dall’horror Il castello dei morti vivi  con Christopher Lee e arrivando alle citazioni ne Il mistero dei giardini di Compton’s House  di Peter Greenaway e in Tree of Life  di Terrence Malick.


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