L’uomo che sussurrava ai pianoforti

14 Maggio 2014


Discreto, riservato. Arriva con la sua inseparabile valigetta, ne estrae gli strumenti del mestiere, si mette al lavoro. Ausculta accigliato, osserva, poi emette la diagnosi. E predispone la cura, ridonando la voce perfetta a chi l’ha perduta per strada, sporcata anche solo di un infinitesimale grado di tonalità. Lui è Stefan Knüpfer. E non è un medico, ma un accordatore di pianoforti: la sua vita, la sua storia, ci accompagnano in un viaggio sull’altro lato della musica.

Primo premio alla Settimana della Critica del Festival di Locarno, palma di miglior documentario a quello di San Francisco: ha riscosso un successo internazionale Pianomania, affascinante film firmato da Robert Cibis e Lilian Franck, che portano su Sky Arte HD il fascino di una figura d’altri tempi e la magia di una professione unica, dalla ritualità antica. Knüpfer si muove come uno sciamano, entrando in una sintonia totale con lo strumento, arrivando a un grado di simbiosi persino più stretto di quello del miglior pianista in circolazione.

Le telecamere seguono l’accordatore nei suoi interventi in giro per il mondo, alle prese con pianoforti di qualità artigianale sopraffina, a servizio dei migliori interpreti su piazza. Il dialogo diventa allora coro a tre: pianoforte, accordatore e pianista condividono ansie e preoccupazioni, piccoli trucchi e segreti, costruendo un triangolo strettissimo. Cementato dall’amore incondizionato e totale per la musica.

Incontriamo così, insieme a Stefan, l’enfant prodige Lang Lang e Pierre-Laurent Aimard, il leggendario Alfred Brendel e Rudolf Buchbinder. Interpreti geniali, distanti per cultura e tradizione ma uniti da una comune tensione verso la perfezione: obiettivo che Knüpfer contribuisce a raggiungere mettendo a disposizione la propria arte. La propria filosofia. Alla ricerca dell’istante sublime in cui si raggiunge la tonalità ottimale.

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La curiosità – Le sequenze più intense di Pianomania  sono intervallate dagli irresistibili sketch di Aleksey Igudesman e Richard Hyung-ki Joo, coppia di magnifici pianisti che crea situazioni ironiche e paradossali, avvicinando così grazie al linguaggio dell’umorismo il grande pubblico alla classica. Il loro lavoro di democratizzazione della musica colta trova in Roger Moore uno tra i fan più celebri: l’ex 007 ha lavorato con il duo in diversi show benefici in favore dell’Unicef.