Maria Paiato. Posseggo dunque sono

17 Aprile 2014


La nenia ossessiva del Carosello, la televisione a sostituire con i suoi freddi bagliori azzurrognoli le vampe del classico focolare domestico. E poi il frigorifero, il ferro da stiro, l’aspirapolvere, l’Alfa Sud parcheggiata sotto casa – gli interni in radica, da lucidare in una ritualità pagana il sabato pomeriggio. La pervasività del Boom economico nell’Italia degli Anni Sessanta, fenomeno che offre benessere a piene mani. Ma in cambio esige un conto alla lunga inaccettabile.

Marco Baliani ci porta a Finale Emilia, nello storico Teatro Tenda. Qui incontriamo Maria Paiato, tra le più grandi attrici italiane del nostro tempo: è lei la protagonista di una nuova puntata di Camerini, la serie che affronta il magico mondo del teatro in modo mai così intimo. Svelando i segreti del dietro le quinte, mostrando come nasce uno spettacolo, conversando con i protagonisti e scoprendo le loro ansie, le tensioni, le considerazioni che si agitano attorno ogni spettacolo.

Particolarmente intensa la parte di Anna Cappelli, protagonista dell’omonima piéce che vede Paiato esorcizzare i fantasmi del nostro più glorioso passato. Il mito dell’Italia che si rimbocca le maniche dopo il dramma della guerra, il sogno di un benessere finalmente diffuso e alla portata di tutti svela tutte le sue più tossiche contraddizioni. Il Bel Paese non è l’America, non è la terra della libertà e delle infinite possibilità. E Anna lo scoprirà a proprie spese.

Lo stile intenso di Maria Paiato mette a nudo il compromesso faustiano che sta alla base di ogni fascinosa illusione. Dietro la ricchezza, il denaro, la conquista di nuovi status symbol si nasconde un impoverimento morale, culturale, etico. La grettezza comincia a farsi largo nelle pieghe di una società che sa guardare solo fino a domani, non progetta. Non sogna più. Infilandosi dunque nell’incubo di una realtà avara di emozioni e sentimenti.

La curiosità – Poche ma buone le prove di Maria Paiato al cinema. L’attrice è al fianco di Tilda Swinton in Io sono l’amore  di Luca Guadagnino, unico film italiano presentato nel 2010 al Sundance festival. Candidato al premio Oscar per i costumi di Antonella Cannarozzi e ai Golden Globes come miglior film straniero.