Musée d’Orsay. La Parigi degli Impressionisti

22 settembre 2014


In carrozza, prossima fermata… la più importante collezione di arte dell’Ottocento al mondo! Riparte dal binario di Sky Arte HD il treno di Grandi Musei , serie di serate ad hoc che indagano le meraviglie delle maggiori collezioni al mondo. Questa settimana i fari sono puntati su Parigi, culla dell’Impressionismo, e dunque sul luogo simbolo per la memoria del movimento. Un’ex stazione ferroviaria, chiaramente. Trasformata nel fantastico Musée d’Orsay.

Manet, Degas, Cézanne, Bonnard; Monet, Van Gogh, Gauguin, Renoir; Sisley, Seurat e Signac. Prendendo in prestito la terminologia propria dello sport si può tranquillamente affermare che il d’Orsay ospiti il dream team  dell’arte europea del secondo Ottocento; presentando uno dopo l’altro, quasi le sue pareti fossero un album di figurine, opere che appartengono alla memoria collettiva, inarrivabili icone della cultura moderna.

Non una visita come tutte le altre, quella concessa alle telecamere di Sky Arte HD. Un viaggio dietro le quinte, per capire insieme al presidente Guy Cogeval e alla direttrice Caroline Mathieu i meccanismi che contribuiscono alla gestione di un museo tanto ricco e dunque complesso. Senza per questo essere immuni dalla seduzione del bello, sottolineata dalla lettura dalle parole dei grandi scrittori di ieri: Thomas Mann, Charles Baudelaire ed Émile Zola.

La serata prosegue con un focus sulla figura che ha il merito di aver innescato la miccia del rinnovamento: Waldemar Januszczak ci introduce a Manet – Impressioni d’artista, ritratto a tutto tondo di un pittore dal carattere fortissimo, in grado di compiere quello strappo nei confronti della cultura accademica che avrebbe aperto le porte alla modernità. Un uomo deciso e volitivo, una personalità anche contraddittoria, come ci dimostra il suo rapporto a tratti conflittuale con i compagni di strada Monet e Renoir.

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La curiosità – Con il suo modello ha ispirato la nascita dell’Impressionismo, ma non ha mai partecipato a nessuna delle mostre del gruppo: scontroso, aspro, inarrivabile Édouard Manet. Tutt’altro che accomodante con in suoi colleghi. Noto il rapporto di accesa antipatia che lo lega a Cézanne, che si dice gli abbia negato il saluto giustificandosi sarcasticamente: “Non le stringo la mano, monsieur Manet, perché è una settimana che non la lavo” . 


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