L’oro nero di Napoli

20 maggio 2014


È una caratteristica tutta italiana, che dice tanto della natura e del carattere di un Paese che dimostra così di sapere legato in modo altrettanto forte alla tradizione e all’innovazione. Gli spaghetti? Sono nati in Cina, ma è l’Italia ad averli trasformati in un fenomeno culinario di portata internazionale. Il pomodoro? Viene dall’America, eppure è nel Bel Paese che si è trasformato in salse e sughi. Il caffe? Stessa origine, medesimo destino. Senza l’Italia, o meglio, senza Napoli… cosa sarebbe?

Tra le ricchezze della città partenopea che abbiamo imparato a conoscere attraverso i documentari della serie L’oro di Napoli, non può mancare il delicato aroma della moka; elemento effimero che sottolinea atmosfere e suggestioni. Ma al tempo stesso fattore che rappresenta al meglio l’originalità e la genialità di una terra che ha inventato mille e più modi per preparare e degustare ciò che appare come molto più che una semplice bevanda.

È firmato dal regista irpino Antonello Matarazzo Latta e caffè  documentario presentato al Festival Internazionale del Film di Roma e proiettato nelle sale della Triennale di Milano. Un viaggio nella Napoli più autentica e genuina, compiuto seguendo le orme dell’eccentrico Riccardo Dalisi, designer e architetto (premiato nel 1981 con il prestigioso Compasso d’Oro), noto nel mondo per la sua serie di caffettiera dalle bizzarre forme antropomorfe. Ma non solo.

Vulcanico, geniale, irresistibile: Dalisi, raccontato nel documentario anche grazie alle voci di Michelangelo Pistoletto e Serge Latouche, è figura di riferimento per la Napoli che sogna, inventa, crea e produce. È per sua iniziativa che rinasce il distretto degli artigiani di Rua Catalana, suoi gli interventi architettonici che rendono merito al fascino del leggendario Rione Sanità, sue le proposte per affrontare – tra i primi in Italia – il tema dell’eco-design.

La curiosità – Se i designer si contendono il Compasso d’Oro, massimo riconoscimento mondiale per la creatività, quale miglior premio per un eco-designer se non il Compasso di Latta? Ironizza con la nobile povertà di un materiale di risulta Riccardo Dalisi, che nel 2010 promuove la prima edizione di un contest volto a premiare i creativi più attenti alle tematiche della sostenibilità ambientale.